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Affidamento dei minori: rapporto con i genitori e con i nonni

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Costituisce violazione del principio del contraddittorio e dei diritti del minore il mancato ascolto non sorretto da un’espressa motivazione sull’assenza di discernimento, tale da giustificarne l’omissione.

A valle di un procedimento di separazione personale, i genitori di uno dei due coniugi, nella specie l’ormai ex marito, avevano chiesto al tribunale per i minorenni di veder riconosciuto il loro diritto a poter incontrare la nipote, che era stata collocata presso la madre.

Il tribunale per i minorenni aveva però respinto l’istanza osservando che i ricorrenti non avevano mai attenuato l’atteggiamento di aspro conflitto e di aperta denigrazione nei confronti della nuora, e si erano rifiutati di intraprendere un percorso progressivo di riavvicinamento alla nipote attraverso incontri dapprima protetti e poi eventualmente liberi; cosicché i nonni avevano mostrato di non essere in possesso di adeguate capacità di gestione autonoma dei contatti con la bimba.

Dello stesso avviso anche la Corte d’Appello, dinanzi alla quale era stato impugnato il decreto di primo grado. I nonni, in particolare, ne avevano eccepito la nullità per mancata previa audizione della minore e per ultrapetizione, oltre che nel merito l’erroneità.

La Corte aveva però ritenuto che la dedotta nullità per omessa audizione della minore fosse insussistente, essendosi trattato di soggetto di appena nove anni e non apparendo comunque l’audizione necessaria una volta appurato che il divieto di incontri s’era basato sulla mancanza di adeguate capacità educative e affettive in capo ai nonni, e sull’atteggiamento dei medesimi, pregiudizievole per l’equilibrata crescita psicologica della bambina.

Al contrario, l’esito del ricorso per Cassazione ha poi ottenuto i frutti sperati: i giudici di legittimità hanno infatti precisato che costituisce violazione del principio del contraddittorio e dei diritti del minore il mancato ascolto non sorretto da un’espressa motivazione sull’assenza di discernimento, tale da giustificarne l’omissione.

In effetti l’audizione può essere omessa, ma solo nel caso in cui, tenuto conto del grado di maturità del minore medesimo, sussistano particolari ragioni che la sconsiglino; ragioni da indicare in modo puntuale e specifico.

Nel caso di specie, invece, la corte d’appello aveva giustificato il mancato ascolto semplicemente asserendo che la minore al momento della decisione aveva soli nove anni e che l’audizione non era necessaria per l’accertata mancanza di adeguate capacità educative e affettive in capo ai nonni.

Tale ragionamento non soddisfa l’onere di motivazione, dal momento che la sottolineata età della minore non implica necessariamente l’incapacità di discernimento, ed egualmente il giudizio sulla capacità educativa e affettiva dei nonni – apodittico come tra un momento si dirà – non giustifica il rifiuto di ascolto della minore, quale soggetto portatore di interessi propri e diversi da quelli dei restanti soggetti coinvolti nel procedimento.

Cassa. Civ., Sez. VI, 18 maggio 2022, n. 16071

Redazione Consortium Forense 1960

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