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L’andamento economico negativo può costituire giustificato motivo oggettivo di licenziamento?

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L’andamento economico negativo dell’azienda può costituire giustificato motivo oggettivo di licenziamento.

La vicenda in oggetto aveva visto un dipendente impugnare il licenziamento a lui intimato sulla scorta della sua presunta illegittimità. Tuttavia sia il giudice di primo grado che la Corte d’Appello hanno respinto le sue doglianze, ritenendo al contrario il licenziamento pienamente legittimo in quanto motivato dalla soppressione del posto di lavoro con ripartizione delle mansioni tra gli altri dipendenti ed i soci al fine di conseguire un calo dei costi ed un miglioramento dei profitti; le ragioni poste a fondamento del licenziamento erano state adeguatamente e sufficientemente esposte nella comunicazione.

Il dipendente è andato incontro alla stessa sorte davanti alla Corte di Cassazione, che del pari ha destituito di fondamento le sue pretese.

La Corte ha infatti ricordato che in tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, sebbene non sussista un onere del lavoratore di indicare quali siano i posti disponibili in azienda ai fini del repechage, gravando la prova della impossibilità di ricollocamento sul datore di lavoro, tuttavia, una volta accertata, anche attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti, tale impossibilità, la mancanza di allegazioni del lavoratore circa l’esistenza di una posizione lavorativa disponibile vale a corroborare il descritto quadro probatorio.

Pertanto, se in linea teorica è vero che soppressa la posizione lavorativa e redistribuite le mansioni svolte se residuano altre mansioni pure assegnate al ricorrente in passato queste possono costituire il contesto nel quale ricollocare il lavoratore, è anche vero che, nel caso di specie, era stato accertato che la posizione lavorativa del ricorrente era stata soppressa e le mansioni erano state redistribuite tra i soci. Tale accertamento, peraltro, è stato effettuato tenendo specificatamente conto delle caratteristiche della società datrice di lavoro, un’attività produttiva estremamente semplice e gestita in ambito familiare.

Cass. Civ., Sez. lav., 30 novembre 2022, n. 35225

Redazione Consortium Forense 1960

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