Close
assegno-sociale-requisiti

L’assegno sociale

Condividi questo articolo :

Assegno sociale: l’unico requisito per la sua erogazione è uno stato di bisogno accertato.

La vicenda aveva preso le mosse dalla domanda di un cittadino perché venisse riconosciuto il suo diritto al riconoscimento giudiziale dell’assegno sociale, diritto che gli era stato negato in via amministrativa dall’INPS. Mentre il giudice di primo grado aveva accolto la domanda, la Corte d’Appello aveva poi ritenuto insussistente lo stato di bisogno per avere l’interessato rinunciato ad un assegno di mantenimento adeguato, atteso che lo stesso, in sede di separazione consensuale, aveva concordato con la moglie la corresponsione di un assegno quasi irrisorio di mantenimento a fronte del godimento da parte della moglie di una pensione molto più elevata, in tal modo volontariamente creando le condizioni per trasferire sull’INPS e dunque sulla collettività l’obbligo di mantenimento gravante su altri soggetti.

La questione era dunque giunta innanzi alla Corte di Cassazione, che nuovamente ribaltato le sorti della vicenda processuale, accogliendo il ricorso.

I giudici hanno infatti ricordato che la L. n. 335 del 1995 non prevede che la richiesta di assegno di mantenimento al coniuge separato possa rilevare né ai fini dell’accesso al diritto, né ai fini della misura dell’assegno sociale.

La legge prevede, al contrario, come unico requisito, uno stato di bisogno accertato, caso per caso, non solo per concedere ma anche per mantenere la tutela di base assistenziale per gli anziani nel nostro Paese.

Per altro, non c’è né nella lettera né nella ratio della L. n. 335 del 1995, art. 3, comma 6, alcuna indicazione circa il fatto che lo stato di bisogno, per essere normativamente rilevante, debba essere anche incolpevole: al contrario, la condizione legittimante per l’accesso alla prestazione assistenziale rileva nella sua mera oggettività. La previsione secondo cui il reddito rilevante ai fini del diritto all’assegno “è costituito dall’ammontare dei redditi conseguibili nell’anno solare di riferimento” dev’essere infatti interpretata in stretta connessione con quella immediatamente successiva, secondo cui, come appena ricordato, l’assegno “è erogato con carattere di provvisorietà sulla base della dichiarazione rilasciata dal richiedente ed è conguagliato sulla base della dichiarazione dei redditi effettivamente percepiti”.

In sostanza, all’assistito è richiesto soltanto di formulare una prognosi riguardante i redditi percepibili in relazione allo stato di fatto e di diritto esistente al momento della domanda, fermo restando che la corresponsione effettiva dell’assegno dovrà essere parametrata a ciò che di tali redditi risulti effettivamente percepito, aggiungendosi, assai incisivamente, che tale conclusione s’impone in ragione del fatto che il sistema di sicurezza sociale delineato dalla Costituzione non consente di ritenere in via generale che l’intervento pubblico a favore dei bisognosi abbia carattere sussidiario, ossia che possa aver luogo solo nel caso in cui manchino obbligati al mantenimento e/o agli alimenti in grado di provvedervi (artt. 3, 38, 32, 34, 31 e 37).

Cass. Civ., Sez. VI, 26 luglio 2022, n. 23305

Redazione Consortium Forense 1960

Condividi questo articolo :

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *