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Consumatore: vizi del bene e risarcimento del danno

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In materia di vendita di beni destinati al consumo, qualora il difetto di conformità si manifesti oltre il termine di sei mesi dalla consegna, spetta all’acquirente dimostrare, con gli ordinari mezzi di prova, che il vizio esisteva già al momento della consegna o che esso era stato occultato dal venditore.

Nella vicenda in esame, un automobilista aveva citato in giudizio la società da cui aveva acquistato un’auto, per sentirla condannare al risarcimento del danno derivante da un difetto riscontrato nella vettura stessa.

Sia il tribunale che la Corte d’Appello avevano accolto la domanda dell’attore, ragion per cui la società aveva poi presentato ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione, che infine, si anticipa, ha accolto le sue ragioni.

I giudici di legittimità hanno preso le mosse dagli artt. 129 e 130 del codice del consumo: quest’ultimo, in particolare, afferma che il diritto del consumatore sussiste quando il difetto del bene era presente al momento della consegna; in tal caso, comunque, il consumatore non ha diritto alla risoluzione immediata del contratto, né al risarcimento per equivalente, ma deve seguire la procedura prevista dalla norma in esame, che assicura un contemperamento tra le opposte esigenze, del consumatore, da un lato, e del produttore / rivenditore, dall’altro lato.

La Corte ha altresì precisato che, per poter qualificare un vizio come occulto, occorre fornire la prova che esso, pur non essendo apparente al momento della consegna, esisteva tuttavia a tale data.

La Cassazione ha infine concluso affermando che in materia di vendita di beni destinati al consumo, qualora il difetto di conformità si manifesti oltre il termine di sei mesi dalla consegna, previsto dall’art. 132, comma 3, del D.Lgs. n. 206 del 2005, spetta all’acquirente dimostrare, con gli ordinari mezzi di prova, che il vizio esisteva già al momento della consegna o che esso era stato occultato dal venditore. Di conseguenza, ove sia accertato che al momento della consegna il bene era regolarmente funzionante, la responsabilità del venditore può essere configurata a condizione che sia dimostrato l’occultamento di un vizio.

Cass. Civ., Sez. II, 15 settembre 2022, n. 27177

Redazione Consortium Forense 1960

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