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Danno da perdita parentale: liquidazione

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Il danno da perdita del rapporto parentale deve essere liquidato seguendo una tabella basata sul sistema a punti, che preveda, oltre l’adozione del criterio a punto, l’estrazione del valore medio del punto dai precedenti, la modularità e l’elencazione delle circostanze di fatto rilevanti, salvo che l’eccezionalità del caso non imponga, fornendone adeguata motivazione, una liquidazione del danno senza fare ricorso a tale tabella.

La questione sulla quale ha avuto modo di pronunciarsi la Corte di Cassazione ha preso le mosse da un trite accadimento: i genitori di un minore avevano citato in giudizio il conducente dell’auto con la quale si era verificato un incidente chiedendo il risarcimento del danno relativo al decesso del figlio, spettante sia agli attori che alle sorelle del minore.

Il tribunale aveva parzialmente accolto la domanda, liquidando per danno da perdita del rapporto parentale una cifra inferiore a quanto richiesto dagli attori. La Corte d’Appello aveva accolto il gravame dei genitori, osservando che l’errore del Tribunale nella quantificazione del danno andava corretto maggiorando gli importi liquidati di rivalutazione ed interessi legali dalla data dell’evento alla data della sentenza, oltre gli interessi da quest’ultima al saldo.

Giunta la vicenda innanzi alla Corte di legittimità, i giudici hanno anche in tale sede dato conforto alla tesi dei genitori.

In primo luogo, la Cassazione ha ricordato che la morte di un prossimo congiunto può causare nei familiari superstiti oltre al danno parentale, consistente nella perdita del rapporto e nella correlata sofferenza soggettiva, anche un danno biologico vero e proprio, in presenza di una effettiva compromissione dello stato di salute fisica o psichica di chi lo invoca, l’uno e l’altro dovendo essere oggetto di separata considerazione come elementi del danno non patrimoniale, ma nondimeno suscettibili – in virtù del principio della “onnicomprensività” della liquidazione – di liquidazione unitaria.

Pertanto, ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale mediante il criterio tabellare il danneggiato ha esclusivamente l’onere di fare istanza di applicazione del detto criterio, spettando poi al giudice di merito di liquidare il danno non patrimoniale mediante la tabella conforme a diritto.

Al fine di garantire non solo un’adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, ma anche l’uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi, il danno da perdita del rapporto parentale deve essere liquidato seguendo una tabella basata sul sistema a punti, che preveda, oltre l’adozione del criterio a punto, l’estrazione del valore medio del punto dai precedenti, la modularità e l’elencazione delle circostanze di fatto rilevanti, tra le quali, da indicare come indefettibili, l’età della vittima, l’età del superstite, il grado di parentela e la convivenza, nonché l’indicazione dei relativi punteggi, con la possibilità di applicare sull’importo finale dei correttivi in ragione della particolarità della situazione, salvo che l’eccezionalità del caso non imponga, fornendone adeguata motivazione, una liquidazione del danno senza fare ricorso a tale tabella.

Ed infine, ha precisato la Corte, per la liquidazione del danno biologico devono prendersi a riferimento i parametri delle tabelle predisposte dal Tribunale di Milano, salvo che l’eccezionalità del caso concreto non imponga di discostarsene dando atto delle relative ragioni in motivazione.

Cass. civ., Sez. VI, 23 giugno 2022, n. 20292

Redazione Consortium Forense 1960

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