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Diritto di veduta: quali sono i casi in cui viene violato?

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La violazione del diritto di veduta si consuma, oltre che con la vera e propria edificazione, anche con la messa in opera di strutture dotate d’una apprezzabile stabilità.

L’interessante vicenda aveva preso le mosse dalla domanda, proposta da alcuni condomini nei confronti di una società presente nello stabile, di demolizione di un manufatto in legno e vetro realizzato nel balcone dell’appartamento della convenuta, perché, a loro dire, violava la veduta in appiombo, di cui godeva l’appartamento, posto sopra i locali della società, degli attori.

Sia il giudice di primo grado che successivamente la Corte d’Appello avevano accolto la domanda dei condomini, ordinando l’uno, e confermando la seconda, la demolizione del manufatto in questione.

La società non ha poi incontrato maggior fortuna dinanzi alla Corte di Cassazione, che ha ritenuto di dover respingere il gravame innanzi a lei proposto dalla ricorrente, confermando così quanto deciso dalle corti di merito.

Dando infatti seguito ad un indirizzo ormai cristallizzato in seno alla giurisprudenza di legittimità, i giudici hanno ricordato che il proprietario del singolo piano di un edificio condominiale ha diritto di esercitare dalle proprie aperture la veduta in appiombo fino alla base dell’edificio e di opporsi conseguentemente alla costruzione di altro condomino che, direttamente o indirettamente, pregiudichi tale diritto, senza che possano rilevare le esigenze di contemperamento con i diritti di proprietà ed alla riservatezza del vicino, avendo operato già l‘art. 907 c.c. il bilanciamento tra l’interesse alla medesima riservatezza ed il valore sociale espresso dal diritto di veduta,poiché luce ed aria assicurano l’igiene degli edifici e soddisfano bisogni elementari di chi li abita.

Per altro, la Corte ha altresì precisato che la violazione del diritto di veduta si consuma, oltre che con la vera e propria edificazione, anche con la messa in opera di strutture dotate d’una apprezzabile stabilità,che fa escludere dal novero d’esse solo quei manufatti destinati ad un uso, se non occasionale, per lo meno inequivocamente temporaneo, le quali siano tali da procurare pregiudizio al diritto di veduta, senza la necessità che un tal pregiudizio debbaconclamarsi in una totale occlusione.

A ben vedere, nel caso in esame, il manufatto di cui si era fatta questione si sostanziava proprio in una solida struttura in legno e vetri, saldamente ancorata alla parte inferiore del sovrastante balcone, aggettante oltre lo stesso di m. 1,35, complesso certamente idoneo a significativamente limitare il diritto di veduta in appiombo.

Cass. civ., Sez. VI, 23 giugno 2022, n. 20287
Redazione Consortium Forense 1960

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