Close
Donazione-ingiuria-adulterio

Donazione: ai fini della revoca per ingiuria è sufficiente l’adulterio?

Condividi questo articolo :

Ai fini dell’integrazione dell’ingiuria, non basta la mera relazione extraconiugale; è necessario considerare le circostanze nella quali è maturato l’adulterio.

La peculiare vicenda aveva preso le mosse dalla domanda di una donna di revoca di alcune donazioni: in particolare, le donazioni, indirette, sia mobiliari che immobiliari, erano state effettuate dall’attrice in favore del marito e la prima ne chiedeva la revoca per ingratitudine del secondo, la cui causa era stata individuata nell’ingiuria grave commessa dal marito nella relazione extraconiugale che lo stesso aveva intrattenuto con la cognata, moglie del fratello dell’attrice.

Sia il tribunale che la Corte d’Appello avevano accolto la domanda della moglie: i giudici avevano infatti ritenuto che, posto che l’elemento dell’ingiuria grave non può essere ravvisato sic et simpliciter nell’adulterio, nella specie erano le modalità con cui l’adulterio era stato consumato a determinare la gravità dell’ingiuria. Nello specifico, la gravità conseguiva al fatto che la relazione extraconiugale era stata intrattenuta con la moglie del fratello della donante e alla circostanza che l’adulterio si era sviluppato all’interno dell’azienda di famiglia, cosicché la scoperta del tradimento era inevitabilmente divenuta nota anche tra gli altri dipendenti e colleghi, riverberando l’infedeltà del marito nell’ambito lavorativo, con evidente e innegabile ulteriore pregiudizio per la dignità della moglie.

Per altro, la natura di donazioni indirette delle operazioni eseguite dalla moglie in favore del marito era stata correttamente individuata, come ha ribadito la Corte d’Appello, nel fatto che le operazioni erano state effettuate, per puro spirito di liberalità, con denaro e beni provenienti dal patrimonio del defunto padre dell’attrice, mentre il marito non aveva dimostrato di avere disponibilità economiche sufficienti a consentirgli di effettuare gli investimenti mobiliari e immobiliari di cui si trattava.

Quest’ultimo non ha poi incontrato maggior fortuna in sede di legittimità: anche la Corte di Cassazione ha infatti respinto il suo ricorso.

I giudici hanno ricordato che, ai fini dell’integrazione di quanto disposto all’art. 801 c.c., invero non basta ad integrare l’ingiuria la mera relazione extraconiugale, ma la circostanza che l’adulterio fosse maturato all’interno del nucleo familiare ristretto dei due coniugi e il fatto che si fosse sviluppato nella cornice di un comune ambiente lavorativo valgono a connotare in termini di gravità l’offesa all’onore patita dalla moglie e ad evidenziare nel marito un atteggiamento di noncuranza e di assenza di rispetto nei confronti della dignità della moglie.

 

Cass. civ., Sez. III, 20 giugno 2022, n. 19816

Redazione Consortium Forense 1960

Condividi questo articolo :

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *