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Pubblico-impiego-aspettativa

Pubblico impiego e periodo di aspettativa

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Il periodo di aspettativa presuppone solo la sospensione del rapporto durante tale periodo, non certo la sua cessazione.

La vicenda in esame aveva visto una dipendente del Ministero della Giustizia citare in giudizio il medesimo perché fosse dichiarato il suo diritto alla ricostituzione del rapporto di lavoro. Nella specie, la dipendente era stata collocata in aspettativa in quanto vincitrice di un concorso pubblico, salvo poi comunicare successivamente la sua intenzione di riprendere servizio presso l’amministrazione in causa.

In ragione dell’assenza di un verbale di reimmissione in servizio il giorno effettivo del suo rientro, la dipendente si era rifiutata di sottoscrivere quello che le era stato sottoposto in data successiva;  per tale motivo, l’istante non aveva visto altra strada che quella di rassegnare le dimissioni al fine di scongiurare la risoluzione del rapporto e successivamente domandare la ricostituzione ex art. 15 del c.c.n.l.

Data la risposta positiva di entrambe le corti di merito nell’accogliere la domanda della dipendente, il Ministero aveva poi proposto ricorso presso la Corte di Cassazione, dove tuttavia non aveva incontrato maggior fortuna.

I giudici hanno infatti ricordato che il periodo di aspettativa presuppone solo la sospensione del rapporto durante tale periodo, non certo la sua cessazione; per l’effetto, tale rapporto non necessita di essere costituito ex novo, richiedendosi solo la volontà del dipendente, manifestata attraverso la presenza in ufficio, di riprendere servizio.

Cass. Civ., Sez. lav., 14 settembre 2022, n. 27129

Redazione Consortium Forense 1960

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