Close
situazione-patrimoniale-condominio

La situazione patrimoniale del condominio

Condividi questo articolo :

La delibera con cui si approva la situazione patrimoniale del condominio ad una data scadenza deve esporre la situazione delle entrate e delle uscite con i relativi residui attivi o passivi in modo chiaro ed intellegibile.

Un ingegnere aveva citato in giudizio il condominio nel quale era residente, impugnando una delibera assembleare avente ad oggetto l’approvazione della situazione patrimoniale e il bilancio, ritenendo che il condominio non potesse trattenere a tempo indeterminato somme che appartenevano ai singoli condomini, come emergeva dalla delibera, e, inoltre, occorreva indicare a verbale gli importi esatto dei residui attivi spettanti a ciascun proprietario.

Sia il giudice di primo grado che la Corte d’Appello avevano tuttavia respinto la tesi dell’istante, ritenendo che la delibera non avesse leso i diritti patrimoniali dei condomini, data la prevista compensazione delle somme accantonate con le quote di anticipazione per l’esercizio successivo o dovute a conguaglio, avendo inoltre imposto un vincolo temporaneo, destinato a valere fino al momento dell’effettuazione di eventuali spese nell’interesse comune. Il singolo condomino non poteva infine pretendere secondo la pronuncia – la corresponsione della propria quota o la immediata compensazione con i debiti, non avendo l’amministratore il potere di utilizzare i residui attivi senza l’autorizzazione dell’assemblea.

L’ingegnere non ha incontrato maggior fortuna in sede d legittimità, poiché anche la Corte di Cassazione ha ritenuto di dover respingere il suo gravame.

I giudici hanno innanzitutto ricordato che la delibera con cui si approva la situazione patrimoniale del condominio ad una data scadenza deve esporre la situazione delle entrate e delle uscite con i relativi residui attivi o passivi in modo chiaro ed intellegibile.

In particolare, la contabilità predisposta dall’amministratore ed approvata dall’assemblea deve essere idonea a fornire la prova, attraverso i corrispondenti documenti giustificativi, della qualità e quantità dei frutti percetti e delle somme incassate, dell’entità e causale degli esborsi fatti e di tutti gli elementi di fatto che consentano di individuare e vagliare le modalità con cui l’incarico è stato eseguito e di stabilire se l’operato di chi rende il conto sia adeguato a criteri di buona amministrazione.

Tuttavia non è necessario, per la validità dell’approvazione del consuntivo, che la relativa contabilità sia tenuta dall’amministratore con il medesimo rigore richiesto per i bilanci delle società, essendo sufficiente che essa sia idonea a rendere intellegibile ai condomini le voci di entrata e di spesa, con le quote di ripartizione; né si richiede che queste voci siano trascritte nel verbale assembleare, ovvero siano oggetto di analitico dibattito ed esame alla stregua della documentazione giustificativa: rientra nei poteri dell’organo deliberativo la facoltà di procedere sinteticamente all’approvazione, prestando fede ai dati forniti dall’amministratore alla stregua della documentazione giustificativa.

Per altro, possono ritenersi nulle le deliberazioni con le quali, a maggioranza, siano stabiliti o modificati i generali criteri di ripartizione delle spese previsti dalle legge o dalla convenzione, da valere per il futuro; al contrario, sono meramente annullabili le deliberazioni aventi ad oggetto la ripartizione delle spese relative alla gestione delle parti e dei servizi comuni, adottate senza modificare i criteri generali previsti dalla legge o dalla convenzione (poiché destinate a valere per la singola decisione collegiale), essendo comunque assunte nell’esercizio delle attribuzioni assembleari.

Cass. Civ., Sez. II, 2 settembre 2022, n. 25900

Redazione Consortium Forense 1960

Condividi questo articolo :

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *