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L’assicuratore paga sempre!

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Il rilascio del contrassegno assicurativo da parte dell’assicuratore della responsabilità civile auto vincola questi a risarcire i danni causati dalla circolazione del veicolo, anche quando il premio assicurativo non sia stato pagato o il contratto non sia efficace.

Nella vicenda in esame, una madre aveva proposto domanda nei confronti di una compagnia assicuratrice per chiedere il risarcimento dei danni subiti da lei e dal figlio per un sinistro stradale. In particolare, la macchina sulla quale era avvenuto l’incidente era un’auto in sostituzione fornita dalla concessionaria, avendo portato la propria in riparazioni e, per tale auto, la concessionaria aveva stipulato con una società assicuratrice una polizza “cinque giorni”. Essendosi protratto il tempo necessario per le riparazioni, la concessionaria aveva poi attivato la stessa polizza per altri cinque giorni con attestato di assicurazione.

Orbene se per un verso l’attrice invocava l’operatività della polizza, per altro verso la compagnia, eccependo il proprio difetto di legittimazione passiva, deduceva l’operatività della polizza.

Mentre il tribunale aveva condannato la società assicuratrice al risarcimento del danno, la Corte d’Appello aveva parzialmente riformato la decisione; la questione giungeva così innanzi alla Corte di Cassazione.

Orbene, gli ermellini hanno ricordato che, in base al combinato disposto della L. n. 990/1969, art. 7, ed art. 1901 c.c., il rilascio del contrassegno assicurativo da parte dell’assicuratore della r.c.a. vincola quest’ultimo a risarcire i danni causati dalla circolazione del veicolo, quand’anche il premio assicurativo non sia stato pagato, ovvero il contratto di assicurazione non sia efficace, giacché, nei confronti del danneggiato, quel che rileva, ai fini della promovibilità dell’azione diretta nei confronti dell’assicuratore del responsabile, è l’autenticità del contrassegno, non la validità del rapporto assicurativo.

Il citato art. 7 mira alla tutela dell’affidamento del danneggiato, non obbligato, quindi, ad effettuare accertamenti se sia stato pagato il premio assicurativo o rilasciato solo il certificato ed il contrassegno, potendo fare ragionevole affidamento sull’apparenza della situazione: ne deriva che l’assicuratore può svincolarsi dalla propria responsabilità in ipotesi di contrassegno contraffatto o falsificato soltanto se giunga a provare l’insussistenza di un proprio comportamento colposo, tale da ingenerare l’affidamento erroneo del danneggiato stesso.

Cass., 31 maggio 2019, n. 14891

Redazione Consortium Forense 1960

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