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Caduta da una balaustra: chi ne risponde?

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Responsabilità civile per danni da cose in custodia, la condotta del danneggiato si atteggia diversamente a seconda del grado di incidenza causale sull’evento dannoso, chiedendo una valutazione che tenga conto del dovere generale di ragionevole cautela.

Un condominio era stato convenuto in giudizio da un condominio che ne aveva chiesto la condanna ai sensi dell’art. 2051 c.c.: in particolare, l’attore affermava di avere riportato gravi lesioni a seguito di una caduta occorsagli mentre si trovava, appunto, nel condominio, appoggiato ad una balaustra che aveva improvvisamente ceduto.

Sia il giudice di prime cure che la successiva Corte d’Appello avevano però respinto le richieste del condomino, poiché dalle testimonianze era emerso invero che l’attore fosse in piedi sulla balaustra e, quindi, aveva dato causa alla caduta.

Del medesimo avviso anche gli ermellini, che, nel rigettare il gravame, hanno offerto importanti spunti di riflessione.

La Corte di Cassazione ha infatti ricordato che, in tema di responsabilità civile per danni da cose in custodia, la condotta del danneggiato, che entri in interazione con la cosa, si atteggia diversamente a seconda del grado di incidenza causale sull’evento dannoso, in applicazione – anche ufficiosa – dell’art. 1227, co. 1, c.c., chiedendo una valutazione che tenga conto del dovere generale di ragionevole cautela, riconducibile al principio di solidarietà espresso dall’art. 2 Cost., sicché, quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione da parte del danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso, quando sia da escludere che lo stesso comportamento costituisca un’evenienza ragionevole o accettabile secondo un criterio probabilistico di regolarità causale, connotandosi, invece, per l’esclusiva efficienza causale nella produzione del sinistro.

Cass. civ., Sez. III, 5 maggio 2020, n. 8478/o.

Redazione Consortium Forense 1960

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