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Caduta sulla strada comunale: chi è responsabile?

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In tema responsabilità da cosa in custodia, è sempre richiesta la prova del nesso causale e cioè la dimostrazione, a carico del danneggiato, dell’esatta dinamica.

Un cittadino aveva citato in giudizio il sindaco di un comune chiedendo che l’ente dal medesimo rappresentato venisse condannato al risarcimento dei danni in suo favore: in particolare, l’attore si doleva del danno subito a causa della caduta verificatasi percorrendo una strada comunale ed originata dalla sconnessione del manto stradale pavimentato con basoli. Nella specie, l’evento, a dire del cittadino, sarebbe stato determinato dalla non immediata visibilità della sconnessione, per la scarsa illuminazione della strada nelle ore serali.

Mentre il giudice di primo grado aveva accolto la domanda risarcitoria, al contrario aveva poi deciso la Corte d’Appello, nell’accogliere il gravame presentato dal comune.

La vicenda giungeva così all’attenzione della Corte di Cassazione, dove ha trovato tuttavia la medesima conclusione della sentenza impugnata.

I giudici hanno infatti ricordato che in tema di art. 2051 c.c., è sempre necessaria la prova del nesso causale e cioè la dimostrazione, a carico del danneggiato, dell’esatta dinamica, con specifico riferimento all’efficienza causale della res rispetto alla condotta della danneggiata e del fatto che lo stato dei luoghi presentasse peculiarità tali da rendere potenzialmente dannosa la normale utilizzazione del bene.

Per altro, il nesso causale può essere escluso per fatto del danneggiato sulla base della prevedibilità della situazione di pericolo della strada pubblica, motivo per cui il danneggiato medesimo avrebbe dovuto avere un comportamento più prudente.

Cass. civ., Sez. VI, 1° febbraio 2021, n. 2184

Redazione Consortium Forense 1960

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