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Caso fortuito e responsabilità da cose in custodia

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Il caso fortuito escludente la responsabilità da cose in custodia può essere integrato anche dalla colpa del danneggiato, poiché la pericolosità della cosa impone un obbligo massimo di cautela.

Un motociclista aveva citato in giudizio il comune per chiederne la condanna al risarcimento danni alla persona, patiti a causa di una caduta dalla moto, avvenuta per la presenza di sabbia vulcanica sulla carreggiata, non segnalata. L’attore deduceva la responsabilità dell’ente in ragione della responsabilità sul medesimo gravante per effetto dell’art. 2051 c.c.

Il tribunale ha tuttavia ritenuto infondata la domanda proprio perché ha escluso l’applicabilità al caso di specie del disposto dell’art. 2051 c.c.. Infatti, per quanto attiene al dovere di custodia, deve osservarsi che, come costantemente affermato dalla giurisprudenza di legittimità in innumerevoli pronunce sull’argomento, esso deve riguardare la cosa in se e tutti quegli agenti che insorgono nella stessa.

Tra l’altro, la presenza della sabbia vulcanica (dovuta ad un fatto pressoché eccezionale) era senz’altro visibile e perfettamente e sicuramente conosciuta dagli utenti della strada; al riguardo si evidenzia che il caso fortuito può essere integrato anche dalla colpa del danneggiato, poiché la pericolosità della cosa, specie se nota o comunque facilmente rilevabile dal soggetto che entra in contatto con la stessa (come nella fattispecie concreta), impone un obbligo massimo di cautela, proprio poiché il pericolo è altamente prevedibile: e tale prevedibilità con l’ordinaria diligenza è sufficiente ad escludere la responsabilità del custode anche ai sensi dell’art. 2051 c.c..

Trib. Catania, 7 maggio 2019, n. 1890

Redazione Consortium Forense 1960

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