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Centri commerciali: quanto devono essere distanti due farmacie?

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Il criterio del “percorso pedonale più breve” per la misurazione della distanza tra le ordinarie farmacie trova applicazione anche nel caso di apertura di una farmacia all’interno di un centro commerciale.

Una farmacista aveva impugnato l’atto con cui la giunta comunale aveva approvato l’istituzione di quattro nuove “zone” presso cui insediare altrettante farmacie; una “zona”, in particolare, coincideva con un centro commerciale, cosa che, a dire della ricorrente, avrebbe comportato la violazione della normativa sulla distanza tra farmacie.

In sostanza, si poneva la questione della utilizzabilità di una via in particolare ai fini della determinazione del percorso pedonale più breve ritenendo la ricorrente che ai fini della determinazione del percorso più breve anche tale strada avrebbe dovuto essere considerata, essendo percorribile da pedoni.

Il giudice amministrativo ha però rigettato tale ricorso, ritenendolo inammissibile per ragioni processuali; cionondimeno risulta interessante riportare le conclusioni cui è giunto il T.A.R.

Orbene, il criterio di misurazione da utilizzare è quello del “percorso pedonale più breve”, ossia quello previsto dall’art. 1 L. n. 475/1968 (sia pure per la misurazione della distanza tra le “ordinarie farmacie”), per cui, nel silenzio dell’articolo 1-bis, non può che farsi riferimento a questo stesso criterio non essendo consentito indurne altri in ragione della ratio legis dall’art. 11, comma 1, lett. b), d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla l. 24 marzo 2012, n. 27, che ha modificato la legge prima ricordata.

T.A.R. Lazio, Latina, Sez. I, 6 aprile 2017, n. 229

Redazione Consortium Forense 1960

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