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Comproprietà di immobile

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Comproprietà di un bene immobile: il condividente del bene che abbia goduto da solo è tenuto al ristoro per la privazione dell’utilizzazione del bene pro quota.

La questione era nata dalla domanda di divisione giudiziale di un immobile proposta dal comproprietario dell’immobile medesimo nei confronti dell’altro comproprietario. Ebbene, il tribunale in primo grado, aveva rigettato tale domanda, stante il carattere abusivo del bene e quindi la sua non commerciabilità. D’altra parte, il giudice aveva invece accolto la domanda dell’attore di pagamento della fruttificazione, condannando il convenuto a corrispondere in suo favore i frutti civili dalla data di acquisto dell’immobile alla data del provvedimento.

Tale sentenza diveniva così oggetto di gravame in ragione dell’appello del convenuto.

Orbene, la Corte di Appello, che ha accolto solo parzialmente le istanze dell’appellante, ha precisato che il godimento esclusivo del comproprietario che rileva non è solo quello effettuato in via indiretta (locando il bene a terzi e percependo i canoni), ma anche quello avvenuto direttamente. In questo senso l’orientamento della Suprema corte non lascia margini a dubbi.

In tal senso, si è del resto affermato che il condividente di un bene immobile che abbia goduto da solo è tenuto al ristoro per la privazione dell’utilizzazione del bene pro quota (salvo che non dimostri un titolo giustificativo, generalmente, come nella specie, un comodato da parte del comproprietario).

Corte App. Catania, Sez. Lav., 16 settembre 2019, n. 1995

Redazione Consortium Forense 1960

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