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Condominio: il consuntivo è titolo del credito

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Il consuntivo per successivi periodi di gestione che, nel prospetto dei conti individuali per singolo condomino, riporti tutte le somme dovute al condominio, comprensive delle morosità relative alle annualità precedenti, una volta approvato dall’assemblea, può essere impugnato, costituendo altrimenti esso stesso idoneo titolo del credito complessivo nei confronti di quel singolo partecipante.

Nella vicenda in esame, il giudice di pace aveva ingiunto ad un condomino il pagamento di una certa somma in favore del relativo condominio sulla scorta di una delibera di approvazione del consuntivo e del bilancio preventivo.

L’opposizione del condomino al decreto ingiuntivo veniva poi respinta e dello stesso parere si era mostrata la Corte d’Appello, che aveva sottolineato come la delibera di approvazione delle spese relative a gestioni precedenti a quella impegnata, posta a fondamento della prima domanda, non era stata impugnata benché l’appellante avesse partecipato alle assemblee. Pertanto, nessuna contestazione poteva esser più mossa alla deliberazione condominiale neppure da un punto di vista formale, poiché il consuntivo conteneva l’indicazione delle causali delle spese anche con riferimento alle gestioni pregresse, spese cui doveva concorrere anche il ricorrente.

Anche la Corte di Cassazione ha infine sposato le conclusioni dei giudici di merito.

Invero, i giudici hanno ricordato che il consuntivo per successivi periodi di gestione che, nel prospetto dei conti individuali per singolo condomino, riporti tutte le somme dovute al condominio, comprensive delle morosità relative alle annualità precedenti, una volta approvato dall’assemblea, può essere impugnato ai sensi dell’art. 1137 c.c., costituendo altrimenti esso stesso idoneo titolo del credito complessivo nei confronti di quel singolo partecipante, pur non costituendo un nuovo fatto costitutivo del credito stesso.

In tal caso vige il principio che, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo concernente il pagamento di contributi per spese, il condominio soddisfa l’onere probatorio su di esso gravante con la produzione del verbale dell’assemblea condominiale con cui siano state approvate le spese, nonché dei relativi documenti.

La delibera condominiale di approvazione costituisce, così, titolo sufficiente del credito del condominio e legittima non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condomino a pagare le somme: l’ambito dell’opposizione è ristretto alla verifica della (perdurante) esistenza e validità della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere.

In sostanza, dall’approvazione del rendiconto annuale dell’amministratore, che è munito della forza vincolante propria degli atti collegiali, ai sensi dell’art. 1137 c.c. comma 1, discende l’insorgenza, e quindi anche la prova, dell’obbligazione in base alla quale ciascuno dei condomini è tenuto a contribuire alle spese ordinarie per la conservazione e la manutenzione delle parti comuni dell’edificio.

Cass. civ., Sez. VI, 12 ottobre 2021, n. 27849

Redazione Consortium Forense 1960

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