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Condominio: no alle innovazioni alterative

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È vietata, in quanto lesiva del decoro architettonico del fabbricato condominiale non solo l’innovazione che alteri le linee architettoniche, ma anche quella che si rifletta negativamente sull’aspetto armonico.

Un condomino aveva citato in giudizio una società esercente attività di ristorazione nel medesimo edificio in quanto tale attività lo esponeva ad intollerabili immissioni rumorose. L’attore chiedeva dunque il risarcimento del relativo danno e il ripristino dello lo stato dei luoghi.

Sia il tribunale che la Corte d’Appello erano tuttavia concordi nel rigettare le ragioni dell’attore e in effetti dello stesso parere si è poi mostrata anche la Corte di Cassazione, cui la questione era giunta sulla scorta del gravame del condomino.

Posto dunque il rigetto della doglianza, gli ermellini hanno ricordato cionondimeno alcuni principi cardine in tema di diritto condominiale.

In particolare, la Corte ha nuovamente affermato che costituisce innovazione lesiva del decoro architettonico del fabbricato condominiale, come tale vietata, non solo quella che ne alteri le linee architettoniche, ma anche quella che comunque si rifletta negativamente sull’aspetto armonico di esso, a prescindere dal pregio estetico che possa avere l’edificio. La relativa valutazione spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità, ove non presenti vizi di motivazione.

Cass. civ., Sez. II, 11 settembre 2020, n. 18928

Redazione Consortium Forense 1960

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