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I contratti a termine in somministrazione: quale disciplina applicare?

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La decadenza di cui alla l. n. 183/2010, art. 32, co. 4, e la conseguente proroga di cui al co. 1 bis, si applicano anche ai contratti a termine in somministrazione cessati o stipulati prima della data di entrata in vigore della legge stessa.

La vicenda aveva visto sia il giudice di primo grado che la Corte d’Appello dichiarare, in relazione ai contratti di lavoro dedotti in giudizio, intercorsi tra la ricorrente e la società presso la quale era impiegata, la sussistenza fra le stesse di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato a far data dalla decorrenza del primo degli undici contratti di somministrazione intercorso fra le medesime, motivo per cui, la società convenuta veniva condannata al ripristino del rapporto di lavoro ed alla corresponsione, in favore della lavoratrice, dell’indennità di cui all’art. 32, L. n. 183/2010.

In effetti, la Corte d’appello aveva ricordato che, in tema di somministrazione di lavoro, il regime di decadenza di cui alla L. n. 604/1966, esteso dalla L. n. 183/2010, art. 32, co. 4, si applicava ai soli contratti di somministrazione in corso alla data di entrata in vigore della legge stessa e non anche a quelli che – come nella fattispecie in esame – erano già scaduti a tale data.

La società ricorreva dunque per Cassazione, che ha confermato l’interpretazione fornita della Corte d’Appello.

In particolare, gli ermellini hanno osservato che la L. n. 183/2010, art. 32, co. 1 – 4, nel modificare l’assetto normativo dettato dalla L. n. 604/1966, art. 6, co. 1 e 2, ha esteso il regime delle decadenze a fattispecie che prima della L. n. 183, non ne erano toccate, compresa, per quel che qui interessa, la fattispecie dei contratti di lavoro in somministrazione.

Tali termini sono stati successivamente modificati dalla L. n. 92/2012 (c.d. legge Fornero) rispettivamente in novanta e centottanta giorni.

La L. n. 183/2010, art. 32, poi, nei commi da 2 a 4, estende questa nuova disciplina, formulata mediante la riscrittura dell’art. 6 cit., ad una serie di altre ipotesi e cioè “anche a tutti i casi di invalidità del licenziamento” (comma 2), nonchè (commi 3 e 4) ad altre forme contrattuali ed atti datoriali.

Proprio la disciplina contenuta nel D.L. n. 225/2010 consente di applicare il nuovo regime decadenziale a fattispecie (licenziamenti o altre ipotesi regolate dalla L. n. 183 del 2010, art. 32) intervenute prima del 24.11.2010, in quanto la rimessione in termini al 31.12.2011 risponde alla “ratio legis” di risolvere, in chiave costituzionalmente orientata, le conseguenze legate all’introduzione “ex novo” del suddetto termine di decadenza.

La soluzione adottata nel caso di specie, concernente i contratti di somministrazione stipulati o conclusi anteriormente all’entrata in vigore della L. n. 183/2010, art. 32, si inquadra, pertanto, coerentemente, nell’ambito dell’orientamento di recente consolidato da parte di questa Corte che – superando l’iniziale diversamente articolata interpretazione della disposizione qui scrutinata e di cui la Corte di merito ha dato atto nel proprio percorso argomentativo – ha ritenuto applicabile ai licenziamenti e alle altre ipotesi regolate dalla L. n. 183/2010, art. 32, risalenti a periodo precedente il 24.11.2010, sia il nuovo regime decadenziale sia il differimento al 31.12.2011 disposto dal D.L. n. 225 del 2010, proprio in ragione del bilanciamento compiuto dal legislatore fra esigenza di tutela della certezza delle situazioni giuridiche e difesa del lavoratore, oltre che della ulteriore considerazione alla cui stregua l’introduzione del nuovo termine di decadenza con efficacia “ex nunc” non determina una violazione dell’art. 24 Cost., art. 47 della Carta dei diritti fondamentali della UE o artt. 6 e 13 della CEDU, essendo stato assicurato un ambito temporale quantitativamente congruo per la conoscibilità della nuova disciplina, attesa la proroga disposta “in sede di prima applicazione” dal citato comma 1 bis.

Cass., Sez. Lav., 19 agosto 2019, n. 21472

Redazione Consortium Forense 1960

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