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Contratto di collaborazione a progetto illegittimo: sì al regime indennitario

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Il regime indennitario si applica anche al contratto di collaborazione a progetto illegittimo, in quanto fattispecie nella quale ricorrono le condizioni della natura a tempo determinato del contratto di lavoro e della presenza di un fenomeno di conversione.

La vicenda in esame aveva visto la Corte d’Appello operare una completa riforma della sentenza di primo grado e, per l’effetto, accertare l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato e condannare la società all’immediata riammissione in servizio del lavoratore e al pagamento, in suo favore, delle differenze retributive.

La società aveva dunque proposto ricorso per Cassazione, gravame tuttavia rigettato dagli ermellini.

Nella specie, la Corte ha ricordato che il contratto di lavoro a progetto, disciplinato dal D.Lgs. n. 276 del 2003, art. 61, integra una forma particolare di lavoro autonomo, caratterizzato da un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, prevalentemente personale, riconducibile ad uno o più progetti specifici, funzionalmente collegati al raggiungimento di un risultato finale determinati dal committente, ma gestiti dal collaboratore senza soggezione al potere direttivo altrui e quindi senza vincolo di subordinazione.

Ai fini della distinzione fra lavoro subordinato e autonomo, anche nel caso di contratto di lavoro a progetto, deve attribuirsi maggiore rilevanza alle concrete modalità di svolgimento del rapporto, da cui sia ricavabile l’effettiva volontà delle parti (iniziale o sopravvenuta), rispetto al nomen iuris adottato dalle parti.

Non solo: l’elemento della subordinazione (ossia della sottoposizione al potere direttivo, disciplinare e di controllo del datore di lavoro) costituisce una modalità d’essere del rapporto, desumibile da un insieme di circostanze che devono essere complessivamente valutate da parte del giudice del merito; e ciò in particolare nei rapporti di lavoro aventi natura professionale o intellettuale e indipendentemente da una iniziale pattuizione scritta sulle modalità del rapporto.

Tra le circostanze da valorizzare, speciale importanza ha il vincolo di soggezione del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, il quale discende dall’emanazione di ordini specifici, oltre che dall’esercizio di una assidua attività di vigilanza e controllo dell’esecuzione delle prestazioni lavorative.

Per quel che concerne, poi, l’applicabilità o meno dell’indennità omnicomprensiva istituita dalla L. n. 183 del 2010, art. 32, comma 5 anche al contratto di collaborazione a progetto illegittimo, già da tempo è stata adottata una lettura estensiva della formula casi di conversione del contratto a tempo determinato, comprensiva anche dei contratti di lavoro temporaneo.

Cass., Sez. lav., 4 novembre 2019, n. 28294

Redazione Consortium Forense 1960

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