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Cosa si intende per strada pubblica?

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Per strada pubblica si intende uno spazio dal quale chiunque può spingere liberamente lo sguardo sui fondi adiacenti.

La questione era nata da una vicenda inerente le distanze per l’apertura di vedute dirette o balconi e segnatamente dall’esonero del divieto di aprirle in caso di strada pubblica: si era dunque reso necessario comprendere cosa si intendesse, appunto, per strada pubblica.

Nella specie, un proprietario terriero, in seguito alla proposizione di un ricorso per denunzia di nuova opera, che era stato per altro respinto, aveva convenuto in giudizio il proprietario confinante, chiedendo che fosse accertata e dichiarata l’illegittimità dell’apertura, nello stabile di proprietà del convenuto, di vedute dirette sul proprio fondo, siccome realizzate a distanza inferiore a quelle legali ex art. 905 c.c. (un metro e mezzo) ed a quelle previste dal piano regolatore generale, con condanna delle controparti alla chiusura od eliminazione delle vedute stesse.

Il giudice di primo grado, invero, oltre a rigettare la domanda dell’attore, dichiarava ed accertava che, in favore dei soggetti chiamati in causa, faceva stato una pregressa sentenza, in forza della quale spettava al convenuto il diritto di passaggio sulla strada destinata ad uso pubblico.

Orbene, in seguito alla conferma del decisum da parte della Corte d’Appello, la questione era giunta all’attenzione della Corte di Cassazione.

I giudici hanno innanzitutto ricordato che la qualificazione di una strada come pubblica, ai fini dell’esonero dal rispetto delle distanze nell’apertura di vedute dirette e balconi, ex art. 905 c.c., comma 3, esige che la sua destinazione all’uso pubblico risulti da un titolo legale, che può essere costituito non solo da un provvedimento dell’autorità o da una convenzione con il privato, ma anche dall’usucapione, ove risulti dimostrato l’uso protratto del bene privato da parte della collettività per il tempo necessario all’acquisto del relativo diritto, restando peraltro escluso che, a tal fine, rilevi un uso limitato ad un gruppo ristretto di persone che utilizzino il bene uti singuli, essendo necessario un uso riferibile agli appartenenti alla comunità in modo da potersi configurare un diritto collettivo all’uso della strada e non un diritto meramente privatistico a favore solo di alcuni determinati soggetti.

In sostanza, in tema di distanza per l’apertura di vedute dirette o balconi, l’esonero dal divieto è giustificato dall’identificazione della strada pubblica come uno spazio dal quale chiunque può spingere liberamente lo sguardo sui fondi adiacenti.

Cass. civ., Sez. II, 12 ottobre 2021, n. 27724

Redazione Consortium Forense 1960

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