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Danno cagionato dall’alunno a se stesso

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Danno cagionato dall’alunno a se stesso: la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante ha natura contrattuale, atteso, quanto all’istituto scolastico, che l’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo alla scuola, determina l’instaurazione di un vincolo negoziale dal quale sorge a carico dell’istituto l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso.

I genitori di un bambino avevano convenuto in giudizio l’associazione titolare della scuola materna frequentata dal piccolo, per sentirla condannare al risarcimento dei danni subiti dal minore presso i locali della scuola durante l’orario scolastico quando, richiamato dall’insegnante per recarsi in bagno, era sfuggito al controllo ed aveva subito un incidente riportando un taglio sul mento, causato da una caduta.

Da par sua, l’associazione aveva evidenziato che la causa dell’incidente era stato un evento improvviso che non avrebbe potuto essere evitato dal controllo dell’insegnante.

Il giudice di primo grado aveva rigettato le doglianze dei genitori, ritenendo che l’insegnante non avrebbe effettivamente potuto impedire il fatto in considerazione del comportamento anomalo, improvviso ed imprevedibile del bambino.

Al contrario, la Corte d’Appello aveva accolto il gravame dei coniugi, ritenendo, invece, che l’evento dannoso si fosse verificato per l’esclusiva responsabilità dell’insegnante, la quale non aveva adeguatamente vigilato sul minore e non aveva pertanto adottato tutte le misure idonee ad evitare il verificarsi dell’evento.

Dello stesso parere si è infine mostrata la Corte di Cassazione, che ha rigettato il gravame presentato dall’associazione.

In particolare, i giudici hanno sottolineato che in tema di danno cagionato dall’alunno a se stesso, la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante non ha natura extracontrattuale bensì contrattuale, atteso, quanto all’istituto scolastico, che l’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo alla scuola, determina l’instaurazione di un vincolo negoziale dal quale sorge a carico dell’istituto l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso; e che, quanto al precettore dipendente dell’istituto scolastico, tra insegnante e allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico nell’ambito del quale l’insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, onde evitare che l’allievo si procuri da solo un danno alla persona. Ne deriva che, nelle controversie instaurate per il risarcimento del danno da cd. autolesione nei confronti dell’istituto scolastico è applicabile il regime probatorio desumibile dall’art. 1218 c.c., sicché, mentre l’attore deve provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sull’altra parte incombe l’onere di dimostrare che l’evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola, né all’insegnante.

Cass. civ., Sez. III, 25 novembre 2021, n. 36723
Redazione Consortium Forense 1960

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