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Danno dello studente a sé stesso: natura della responsabilità dell’istituto

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Nel caso di danno arrecato dall’allievo a se stesso, la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante va ricondotta nell’ambito della responsabilità contrattuale.

I genitori di uno studente avevano citato in giudizio l’istituto scolastico presso il quale era iscritto il figlio chiedendo il risarcimento dei danni da quest’ultimo patiti. Nella specie, il ragazzo, sotto la guida del suo allenatore, nell’allenarsi, collideva contro il muro della palestra dopo aver tentato di rincorrere il pallone ed inciampando sullo stesso. A seguito dell’impatto col muro, del tutto privo di dispositivi anti – trauma, il minore riportava danni di non poco conto. I genitori avevano dunque agito nei confronti dell’istituto contestando la responsabilità dell’accaduto ex art. 2051 c.c. per non aver dotato la struttura dei presidi di sicurezza previsti dalla legge per le attività sportive e la responsabilità dell’allenatore presente al momento del sinistro, per culpa in vigilando, ai sensi dell’art. 2048 c.c.

Il giudice, nell’accogliere le istanze risarcitorie degli attori, ha sposato le conclusioni cui da tempo la Corte di Cassazione è giunta.

Nella fattispecie in esame ricorre l’ipotesi di danno cagionato dal minore a se stesso (è il c.d. fenomeno delle autolesioni): esclusa l’applicabilità dell’art. 2048, comma 2, c.c., la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante va ricondotta non già nell’ambito della responsabilità extracontrattuale, con conseguente onere per il danneggiato di fornire la prova di tutti gli elementi costitutivi del fatto illecito di cui all’art. 2043 c.c., bensì di quella contrattuale (cd responsabilità da contatto sociale qualificato), con conseguente applicazione del regime probatorio desumibile dall’art. 1218 c.c.

La stessa conclusione deve essere tenuta ferma anche nel caso in esame posto che l’art. 2048 c.c. è ritenuto applicabile anche agli istruttori sportivi e in ogni caso fermo restando che l’art. 2048 c.c. prevede la responsabilità oggettiva per i danni cagionati dal minore a terzi e non a se stesso.

Trib. Latina, Sez. II, 5 novembre 2019, n. 2644

Redazione Consortium Forense 1960

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