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Distribuzione bevande: chi è responsabile della cattiva manutenzione?

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Liquido corrosivo al posto di una bevanda: la responsabilità è da addebitare alla società cui è affidata la manutenzione e non a quella proprietaria della macchina distributrice di bevande.

I genitori di una bambina aveva citato in giudizio una società di imbottigliamento, chiedendo il risarcimento del danno subito dalla figlia. In particolare, alla piccola presso un bar era stato dato da bere, a causa di erroneo scambio con bottiglia di acqua minerale, un liquido corrosivo altamente concentrato che aveva cagionato lesioni gravissime; in effetti, il manutentore della macchina distributrice della bevanda, di proprietà della convenuta, anziché eseguire personalmente le operazioni di pulizia e sterilizzazione della macchina, aveva delegato le dette operazioni a personale del bar, il quale aveva lasciato incustodito il liquido in bottiglia di acqua minerale posta ai piedi del bancone del bar.

Orbene, mentre in primo grado il giudice aveva condannato in solido sia la società che il bar responsabile in quel momento della manutenzione ad un cospicuo risarcimento, non dello stesso parere la Corte d’Appello, che aveva ritenuto responsabile solo il secondo.

Secondo i giudici, la società convenuta non sarebbe incorsa in responsabilità, ex art. 2049 c.c., perché, pur premesso che la macchina fosse di sua proprietà e che la medesima avesse eseguito corsi di addestramento nei confronti del gestore del bar, ciò non era sufficiente a fare di quest’ultimo un preposto della convenuta.

E in effetti alle medesime conclusioni sono giunti anche gli ermellini, per i quali non sussiste la colpa ex art. 2049 c.c. in capo alla società proprietaria della macchina distributrice di bevande, poiché, stante l’errata manutenzione, svolta da personale della società a cui era stata affidata la medesima, non può esser a lei ricondotta, non essendoci alcun elemento che possa radicare un rapporto di preposizione, tal da rendere operativa a respondbilità di cui all’art. 2049 c.c.

Cass., 21 gennaio 2020, n. 1172

Redazione Consortium Forense 1960

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