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Ghiaccio su strada? La colpa non è sempre del comune

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Il custode può liberarsi dalla responsabilità da cosa in custodia provando il caso fortuito o il fatto di un soggetto estraneo alla propria sfera di controllo tale da interrompere il nesso di causalità tra la cosa ed il danno.

Un automobilista aveva citato in giudizio un comune per sentirlo condannare al risarcimento danni in suo favore per i danni provocati alla propria autovettura dalla caduta di una massa di neve ghiacciata distaccatasi dal tetto di un edificio comunale.

Mentre il giudice di pace aveva accolto la domanda attorea, non così il tribunale che aveva invece riformato del tutto la decisione: il giudice aveva infatti evidenziato l’eccezionalità delle precipitazioni nevose abbattutesi sulla città, che erano state di notevolissima intensità e si erano protratte per ben 13 giorni, determinando la totale “paralisi” delle attività e rendendo impossibile qualunque intervento da parte del custode per ripulire il tetto dalla neve in costanza di precipitazioni nevose.

Dello stesso parere infine la Corte di Cassazione.

In effetti, la precipitazione nevosa “epocale” aveva paralizzato ogni attività e aveva reso impossibile sia il controllo degli immobili comunali che l’adozione di interventi idonei a rimuovere eventuali situazioni di pericolo, ritenendo pertanto integrati gli estremi del caso fortuito, rilevante -ai sensi dell‘art. 2051 c.c. – ai fini dell’esclusione della responsabilità del custode.

La corte ha in chiusura ricordato che, per altro, sia l’accertamento in ordine alla sussistenza della responsabilità oggettiva che quello in ordine all’intervento del caso fortuito che lo esclude involgono valutazioni riservate al giudice di merito, il cui apprezzamento è insindacabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione congrua ed immune da vizi logici e giuridici.

Cass. civ., Sez. III, 11 febbraio 2021, n. 3564

Redazione Consortium Forense 1960

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