Close
Illegittima-acquisizione-risarcimento

Illegittima acquisizione di un’area e risarcimento del danno

Condividi questo articolo :

L’illegittima occupazione di un’area da parte della P.A., derivante dalla mancanza di un legittimo atto di acquisizione, determina l’obbligo di risarcire il proprietario per il mancato godimento del bene ai sensi dell’art. 2043 c.c.

I ricorrenti, nella vicenda de qua, esponevano di essere proprietari di un terreno, i cui 2/3 della sua estensione sono stati interessati dai lavori eseguiti da un’impresa in nome e per conto di una Pubblica Amministrazione.

Il progetto di detta opera pubblica era stato approvato e con successivo decreto prefettizio veniva disposta l’occupazione temporanea in via d’urgenza dei terreni di proprietà dei ricorrenti, indicando un termine entro il quale sarebbe dovuto intervenire l’esproprio definitivo, nella specie mai adottato. Motivo per cui i ricorrenti chiedevano, oltre alla restituzione dei terreni, il risarcimento del danno.

La domanda ha trovato accoglimento presso il giudice amministrativo.

Il tribunale ha infatti ribadito il dovere dell’amministrazione di far venir meno la occupazione sine titulo, ossia di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto non incisa dall’occupazione medesima (in primis, attraverso la restituzione previa rimessione in pristino). Tale dovere costituisce espressione del principio generale di legalità dell’azione amministrativa. Deve pertanto ritenersi la sussistenza di un obbligo di provvedere ex art. 2 L. n. 241 del 1990 sull’istanza del proprietario volta a sollecitare il potere di acquisizione ex art. 42-bis D.P.R. 327/2001 (o, in alternativa, a disporre la restituzione del bene), fermo restando il carattere discrezionale della valutazione rimessa alla pubblica amministrazione sul merito dell’istanza.

Ciò posto, dunque, l’illegittima occupazione di un’area da parte della P.A., derivante dalla mancanza di un legittimo atto di acquisizione, determina l’obbligo di risarcire il proprietario per il mancato godimento del bene ai sensi dell’art. 2043 c.c.

Per quanto riguarda poi la quantificazione del risarcimento del danno per mancato godimento del bene a cagione dell’occupazione illegittima, il giudice ha precisato che il risarcimento può essere calcolato – ai sensi dell’art. 34, comma 4, c.p.a. – facendo applicazione, in via equitativa, dei criteri risarcitori dettati dall’art. 42-bis D.P.R. n. 327 del 2001 e dunque in una somma pari al 5% annuo del valore del terreno, oltre rivalutazione e interessi legali.

T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sez. II, 30 giugno 2020, n. 1175

Redazione Consortium Forense 1960

Condividi questo articolo :

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *