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Immissioni: tra tollerabilità e superamento dei limiti di sopportazione

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L’art. 844 c.c. impone, nei limiti della normale tollerabilità e dell’eventuale contemperamento delle esigenze della proprietà con quelle della produzione, l’obbligo di sopportazione di quelle inevitabili propagazioni attuate nell’ambito delle norme generali e speciali che ne disciplinano l’esercizio.

Un avvocato aveva chiesto, nell’ambito di una vicenda di fallimento di uno stabilimento, il risarcimento del danno da lui subito: in particolare, sosteneva l’attore di vantare un credito nei confronti dello stabilimento in ragione del deprezzamento di un immobile di sua proprietà a causa del ridotto godimento generato dalle intollerabili immissioni di polveri provenienti dallo stabilimento medesimo.

Orbene, al di là del merito della vicenda, è importante evidenziare quanto ricordato in tema dal giudice.

In particolare, il tribunale ha sottolineato che l’art. 844 c.c. impone, nei limiti della normale tollerabilità e dell’eventuale contemperamento delle esigenze della proprietà con quelle della produzione, l’obbligo di sopportazione di quelle inevitabili propagazioni attuate nell’ambito delle norme generali e speciali che ne disciplinano l’esercizio. Viceversa, l’accertamento del superamento della soglia di normale tollerabilità di cui all’art. 844 c.c. comporta, nella liquidazione del danno da immissioni, l’esclusione di qualsiasi criterio di contemperamento di interessi contrastanti e di priorità dell’uso poiché, venendo in considerazione, in tale ipotesi, unicamente l’illiceità del fatto generatore del danno arrecato a terzi, si rientra nello schema dell’azione generale di risarcimento danni ex art. 2043 c.c. e specificamente, per quanto concerne il danno non patrimoniale risarcibile, in quello dell’art. 2059 c.c.

La quantificazione equitativa dell’indennizzo ex art. 844 c.c. è stata ormai da tempo ammessa dalla giurisprudenza di legittimità in simili casi. L‘indennizzo che spetta al proprietario del fondo nell’ipotesi in cui il giudice, nel contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà, autorizzi immissioni superiori al limite della normale tollerabilità, tenuto conto della complessità e latitudine degli apprezzamenti all’uopo necessari nonché della inesistenza sia di una misura in base alla quale aritmeticamente stabilire il limite suddetto, sia di un criterio isso di determinazione dell’indennizzo stesso, può essere quantificato equitativamente e non essere rigidamente commisurato all’entità delle lesioni del diritto di proprietà.

Trib. Milano, Sez. X, 27 ottobre 2020, n. 6731

Redazione Consortium Forense 1960

 

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