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Incidenti d’auto e accertamento della colpa

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L’accertamento della colpa esclusiva di uno dei conducenti e della regolare condotta di guida dell’altro libera quest’ultimo dalla presunzione di concorrente responsabilità nonché dall’onere di provare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Un incidente d’auto era stato la causa dell’inizio della vicenda giudiziaria in scrutinio, incidente nell’ambito del quale aveva purtroppo perso la vita il padre dell’attore che, dopo aver citato in giudizio l’altro conducente e la società assicurativa, ne chiedeva la condanna al risarcimento danni.

La domanda veniva accolta dal giudice di prime cure e confermata in appello; per altro, giunta la questione innanzi alla Corte di Cassazione, questa ancora una volta ha sposato le conclusioni dei giudici di merito, dichiarando il relativo gravame per altro inammissibile.

Ciò posto, val la pena evidenziare che gli ermellini hanno ricordato in merito che l’accertamento della colpa esclusiva di uno dei conducenti e della regolare condotta di guida dell’altro libera quest’ultimo dalla presunzione di concorrente responsabilità fissata in via sussidiaria dall’art. 2054, co. 2, c.c., nonché dall’onere di provare di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Con la precisazione che la prova che uno dei conducenti si è uniformato alle norme sulla circolazione dei veicoli ed a quelle di comune prudenza può essere acquisita anche indirettamente, tramite l’accertamento del collegamento eziologico esclusivo o assorbente dell’evento dannoso col comportamento dell’altro conducente.

In sostanza tali principi consentono di ritenere comunque raggiunta la prova liberatoria anche in via indiretta, ciò che, nella specie, il giudice di appello non ha reputato in base alle circostanze concrete, tra cui anche quella, inerente direttamente alla condotta del danneggiato.

Cass. civ., Sez. III, 6 maggio 2020, n. 8500

Redazione Consortium Forense 1960

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