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Installazione dell’ascensore: è innovazione?

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L’installazione di un ascensore con sacrificio dei diritti individuali anche di un solo condomino costituisce innovazione vietata e la relativa delibera è affetta da nullità.

Nella vicenda in esame, un condomino conveniva in giudizio il condominio nel quale abitava, chiedendo che fossero annullate o dichiarate nulle due delibere assembleari nella parte in cui statuivano di allocare un impianto di ascensore dinanzi alla proprietà attorea, molto vicino sia alle finestre di bagno e cucina che della camera da letto; chiedeva altresì il risarcimento dei danni.

Da par sua, il condominio contestava che l’installazione dell’ascensore fosse illegittima, sia perché deliberata da ampia maggioranza dei condomini, sia perché il modesto sacrificio imposto dalla realizzazione dell’impianto era accettabile in funzione del generale beneficio per la compagine condominiale, composta di persone in età avanzata o con problemi motori, per le quali l’ascensore non costituiva certo una innovazione voluttuari.

Il tribunale, nell’accogliere le domande di parte attrice, ha ricordato che l’art. 2 della legge 9 gennaio 1989 n. 13, recante norme per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, dopo aver previsto la possibilità per l’assemblea condominiale di approvare le innovazioni preordinate a tale scopo con le maggioranze indicate nell’art. 1136, co. 2 e 3, c.c. – così derogando all’art. 1120, co. 1, c.c., che richiama il comma quinto dell’art. 1136 e, quindi, le più ampie maggioranze ivi contemplate – dispone tuttavia, al terzo comma, che resta fermo il disposto dell’art. 1120, comma secondo, il quale vieta le innovazioni che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso e al godimento anche di un solo condomino, comportandone una sensibile menomazione dell’utilità, secondo l’originaria costituzione della comunione.

Ne deriva che è nulla la delibera, poiché, pur se adottata a maggioranza al fine indicato, cionondimeno risulta lesiva dei diritti di un condomino sulle parti di sua proprietà esclusiva, e la relativa nullità è sottratta al termine di impugnazione previsto dall’art. 1137, ult. co., c.c., potendo essere fatta valere in ogni tempo da chiunque dimostri di averne interesse, ivi compreso il condomino che abbia espresso voto favorevole.

Trib. Milano, Sez. XIII, 21 giugno 2019, n. 6073

Redazione Consortium Forense 1960

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