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La responsabilità dell’avvocato

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Non è sufficiente provare il non corretto adempimento degli oneri professionali del legale per ottenere un risarcimento in quanto è necessario dimostrare che se il legale non avesse commesso errori il giudizio avrebbe avuto un esito diverso per la parte.

I figli di un medico ormai deceduto avevano citato in causa il legale del padre per sentirne dichiarare la responsabilità professionale per la negligente assistenza prestata al genitore in un giudizio svoltosi avanti alla Corte di Appello, conclusosi con una sentenza che aveva rigettato la richiesta del de cuius di vedersi riconoscere la proprietà di due appartamenti che assumeva essergli stati ceduti da un terzo.

Chiedevano dunque, assumendo che la responsabilità del rigetto fosse del legale, che venisse accertata la sua responsabilità professionale con condanna del medesimo al risarcimento dei danni.

I giudici di merito, tuttavia, avevano concordato sul rigettare la domanda risarcitoria proposta dagli attori. La Corte d’Appello aveva in particolare sottolineato che il diritto al risarcimento del danno non insorge automaticamente quale conseguenza di qualsivoglia inadempimento del professionista, dovendosi piuttosto valutare, sulla base di un giudizio probabilistico, se, in assenza dell’errore commesso dall’avvocato, l’esito negativo per il cliente si sarebbe ugualmente prodotto.

Dello stesso parere la Corte di Cassazione, che, nel rigettare il gravame proposto, ha ulteriormente specificato che la responsabilità dell’avvocato non può affermarsi per il solo fatto del suo non corretto adempimento dell’attività professionale, occorrendo verificare se l’evento produttivo del pregiudizio lamentato dal cliente sia riconducibile alla condotta del primo, se un danno vi sia stato effettivamente ed, infine, se, ove questi avesse tenuto il comportamento dovuto, il suo assistito, alla stregua di criteri probabilistici, avrebbe conseguito il riconoscimento delle proprie ragioni, difettando, altrimenti, la prova del necessario nesso eziologico tra la condotta del legale, commissiva od omissiva, ed il risultato derivatone.

Cass. civ., Sez. III, 11 Febbraio 2021, n. 3566

Redazione Consortium Forense 1960

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