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Lavoro: rapporto di agenzia e recesso

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Lavoro: è applicabile anche al rapporto di agenzia dell’istituto del recesso per giusta causa, previsto dall’art. 2119 c.c.

La vicenda in esame aveva visto un agente di commercio citare in giudizio l’azienda con la quale collaborava al fine di vedersi riconoscere il pagamento di una somma a titolo di indennità suppletiva di clientela, in relazione al rapporto di agenzia intercorso tra le parti e cessato per inadempimento ascritto all’agente alle obbligazioni derivanti dal contratto di agenzia.

Nella specie, il ricorrente ricordava che, dopo cinque giorni dalla disdetta, alla medesima non era mai conseguita la cessazione del rapporto di lavoro, ma la stessa era stata utilizzata al solo fine di non erogare in suo favore le indennità previste per il caso di cessazione del rapporto.

Orbene, il giudice ha fornito in tema una serie di importanti precisazioni.

Ha premesso in primo luogo che la previsione da parte dell’art. 1750 c.c. della facoltà delle parti di recedere con preavviso dal rapporto di agenzia a tempo indeterminato, deve intendersi integrata dalla facoltà di recedere senza preavviso nel caso di ricorrenza di una giusta causa, essendo il rapporto di agenzia senza dubbio ascrivibile a quel genere di rapporti, come quelli di lavoro subordinato o di mandato riguardo ai quali il punto è espressamente regolato , per i quali, in considerazione del loro particolare oggetto (diretta collaborazione all’attività di un altro soggetto) sono previsti meccanismi risolutivi affidati alle dirette determinazioni delle parti interessate in caso di inadempimento, salvo gli eventuali e successivi controlli giudiziali.

L’art. 1750 c.c. deve dunque essere integrato con il riferimento ad una nozione di giusta causa che assume, non diversamente che nel rapporto di lavoro subordinato, un’efficacia non derogabile dalle parti del contratto individuale, perché l contraria conclusione attribuirebbe alle parti stesse la facoltà di incidere in senso limitativo su quel quadro di tutele normative minime delineato dal legislatore.

Quanto poi al problema, differente, della concretizzazione della causale della “giusta causa”, la formula dell’art. 2119 c.c., peraltro richiamata anche dall’art. 1751 c.c., può essere estesa anche al rapporto di agenzia, con la conseguenza che per giusta causa deve intendersi una “causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto”.

In altri termini, va affermata l’applicabilità anche al rapporto di agenzia dell’istituto del recesso per giusta causa, previsto dall’art. 2119 c.c., per l’evidente analogia che sussiste tra la disciplina del recesso nel contratto di agenzia e quella dello scioglimento del rapporto di lavoro subordinato, fondati entrambi su di un rapporto fiduciario.

Trib. Caltanissetta, Sez. Lav., 18 settembre 2019, n. 422

Redazione Consortium Forense 1960

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