Close
assistenza-congedo-licenziamento

Lavoro subordinato e congedo notturno

Condividi questo articolo :

La Corte di Cassazione ha ritenuto valida, ai fini del congedo straordinario, anche la sola assistenza notturna ad un parente malato.

I fatti che hanno portato alla sentenza della Corte traggono origine dall’autorizzazione dell’INPS ottenuta da un lavoratore per usufruire del congedo straordinario di cui all’art. 42, co. 5, d.lgs. n. 151/2001; tuttavia, a fronte di indagini private, che la datrice di lavoro aveva ritenuto necessario far svolgere, il lavoratore veniva invero scoperto durante il giorno nella propria abitazione, anziché in quella della madre, in relazione alla malattia della quale era stato richiesto il congedo. Ciò era all’origine del licenziamento, che la datrice di lavoro giustificava adducendo la difformità del comportamento del lavoratore rispetto a quanto comunicato all’INPS, difformità, in particolare, “sia rispetto a quella necessità di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nei confronti della persona in condizione di handicap in situazione di gravità, sia in relazione al necessario requisito della convivenza con il soggetto disabile grave, così come invece previsto dalle disposizioni di legge e dall’INPS”.

Il licenziamento veniva impugnato dal lavoratore che, per vero, sottolineava che la necessità dell’assistenza notturna alla madre risultava dalla certificazione medica specialistica, dalla quale emergeva chiaramente “che costei aveva tendenza alla fuga, insonnia notturna e tratti di ipersonnia diurna, per cui si poneva la necessità per il figlio di restare sveglio la notte al fine di assistere il genitore insonne ed evitare possibili fughe, già verificatesi in passato”.

Orbene, sia i giudici di merito sia gli ermellini hanno ritenuto illegittima la misura in questione e ciò perché se per un verso la convivenza e l’assistenza notturna era stata provata, per altro verso non “può ritenersi che l’assistenza che legittima il beneficio del congedo straordinario possa intendersi esclusiva al punto da impedire a chi la offre di dedicare spazi temporali adeguati alle personali esigenze di vita, quali la cura dei propri interessi personali e familiari, oltre che alle ordinarie necessità di riposo e di recupero delle energie psico-fisiche, sempre che risultino complessivamente salvaguardati i connotati essenziali di un intervento assistenziale che deve avere carattere permanente, continuativo e globale nella sfera individuale e di relazione del disabile”. Motivo per cui, in ultimo, la Cassazione disponeva l’applicazione della tutela reintegratoria.

Cass., 5 dicembre 2017, n. 29062

Avv. Viviana Rascio
Sivio e Associati Studio Legale

The following two tabs change content below.
L’avv. Renato Sivio, cultore del diritto civile, tratta prevalentemente le seguenti materie: contrattualistica, arbitrati, diritto bancario, commerciale e societario, immobiliare, fallimentare, del lavoro, delle locazioni, della famiglia, delle successioni e delle assicurazioni.
Materie
  • Diritto Bancario
  • Diritto Civile
  • Diritto Commerciale e delle Società
  • Diritto del Lavoro e della Previdenza
  • Diritto della Responsabilità Civile e delle Assicurazioni
  • Sedi giudiziarie
    • Napoli
    • Napoli Nord ( localizzato in Aversa CE)
    • Santa Maria Capua Vetere
    Condividi questo articolo :

    Share this post

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *