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Locazione: Pluralità di locatori e rilascio dell’immobile

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In caso di pluralità di locatori, ciascuno di essi gode di pieni poteri gestori e presumendosi, in difetto di prova contraria, il consenso degli altri locatori, può agire al fine di ottenere il rilascio dell’immobile, dovendosi pertanto escludere la necessità di integrazione del contraddittorio.

La vicenda nasce da uno sfratto per morosità: il tribunale aveva accolto la domanda dei locatori, dichiarando la risoluzione del contratto per grave inadempimento del conduttore e ordinando il rilascio dell’immobile.

Tuttavia, la Corte d’Appello di Catania in accoglimento del gravame di uno dei conduttori rimetteva la causa al giudice di primo grado ritenendo sussistente un difetto di integrità del contraddittorio per mancata partecipazione al giudizio di tutti i conduttori dell’immobile locato.

Avverso tale pronuncia, i locatori proponevano ricorso per cassazione, la quale, si anticipa, ha ritenuto doversi accogliere tale istanza.

In particolare, il ricorso è fondato alla luce del consolidato orientamento di legittimità, secondo cui il comproprietario può agire in giudizio per ottenere il rilascio dell’immobile per finita locazione, trattandosi di un atto di ordinaria amministrazione della cosa comune per il quale si deve presumere che sussista il consenso degli altri comproprietari o quanto meno della maggioranza dei partecipanti alla comunione, sicché non ricorre la necessità di integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri partecipanti.

Invero, la giurisprudenza di legittimità ha evidenziato che, nelle vicende del rapporto di locazione, l’eventuale pluralità di locatori integra una parte unica, al cui interno i diversi interessi vengono regolati secondo i criteri che presiedono alla disciplina della comunione; sugli immobili oggetto di comunione concorrono, quindi, in difetto di prova contraria, pari poteri gestori da parte di tutti i comproprietari in virtù della presunzione che ognuno di essi operi con il consenso degli altri o quantomeno della maggioranza dei partecipanti alla comunione. Ne consegue che il singolo condomino può stipulare il contratto di locazione avente ad oggetto l’immobile in comunione e che ciascun condomino è legittimato ad agire per il rilascio del detto immobile, trattandosi di atto di ordinaria amministrazione per il quale deve presumersi sussistente il consenso già indicato, senza che sia necessaria la partecipazione degli altri e, quindi, l’integrazione del contraddittorio.

Cass., 4 luglio 2019, n. 17933

Redazione Consortium Forense 1960

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