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Malfunzionamento dell’utenza telefonica e indennizzo

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Nel contratto di utenza telefonica, in caso di malfunzionamento del servizio, il riconoscimento dell’indennizzo previsto dalla carta dei servizi non solleva l’utente che abbia proposto domanda risarcitoria dall’onere di provare il danno.

La questione giunta in tribunale aveva visto un cliente di una nota compagnia telefonica citare in giudizio la medesima chiedendo che le venisse riconosciuto e liquidato l’indennizzo in caso di malfunzionamento del servizio di connessione analogica.

Mentre il giudice di primo grado aveva liquidato, la Corte d’Appello aveva poi notevolmente ridimensionato tale cifra.

Il cliente ricorreva dunque per Cassazione, dove non ha però incontrato maggior fortuna.

Invero, gli indennizzi che, in attuazione della normativa di settore, devono essere previsti nella carta dei servizi dei soggetti che erogano prestazioni verso un pubblico indifferenziato di utenti, hanno funzione deflattiva, poiché mirano a prevenire ed evitare il contenzioso, inducendo il cliente a ricorrere agli organismi di composizione delle controversie.

Essi non equivalgono ad una presunzione sul verificarsi stesso del danno, e non possono quindi supplire alla mancata prova, come nel caso di specie, dello stesso verificarsi del danno.

Non possono quindi essere direttamente utilizzati, qualora si arrivi alla introduzione della causa e con essa ad una domanda risarcitoria fondata sulle regole ordinarie dell’inadempimento e della prova del danno, come prova presuntiva dell’an, oltre che del quantum, del danno.

Essi potrebbero eventualmente essere utilmente richiamati, qualora l’attore avesse già fornito la prova dell’effettivo verificarsi di un danno patrimoniale, del quale non fosse in grado di fornire l’esatta quantificazione, come parametro utilizzabile ai fini di un risarcimento in via equitativa.

Per tali ragioni, gli ermellini hanno chiosato asserendo che, nel contratto di utenza telefonica, in caso di malfunzionamento del servizio di connessione analogica, il riconoscimento dell’indennizzo previsto dalla carta dei servizi non solleva l’utente che abbia proposto domanda risarcitoria dall’onere di provare il danno, giacché dall’esistenza e dall’entità del disservizio, rilevanti ai fini dell’ottenimento dell’indennizzo, non può trarsi in via presuntiva la dimostrazione dell’effettivo verificarsi di un pregiudizio risarcibile.

Cass., 29 ottobre 2019, n. 27609

Redazione Consortium Forense 1960

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