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Le mansioni del prestatore di lavoro invalido possono essere modificate?

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Il datore di lavoro può adibire il prestatore invalido a mansioni diverse da quelle per le quali fu assunto purché compatibili con le condizioni di salute dell’invalido.

La questione aveva visto un dipendente citare in giudizio l’azienda presso la quale era impiegato, chiedendo la condanna della convenuta al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale per esser stato l’attore adibito a mansioni da accertarsi come incompatibili con la propria condizione di accertata disabilità nonché all’emanazione di un provvedimento organizzativo che ne consentisse la ricollocazione in una posizione lavorativa idonea e dignitosa.

Sia il giudice di primo grado che la corte d’Appello successivamente adita avevano però respinto le doglianze del dipendente e dello stesso parere si è rivelata poi anche la Corte di Cassazione.

Gli ermellini hanno infatti precisato che, in ragione di quanto disposto dalla L. n. 482 del 1968, art. 20, ribadita dalla L. n. 68 del 1999, art. 10, è in facoltà al datore di adibire il prestatore invalido a mansioni diverse da quelle per le quali fu assunto purché compatibili con le condizioni di salute dell’invalido.

Per tale motivo, le decisioni delle corti di merito non possono che esser confermate, essendo per altro stato pienamente assolto l’onere probatorio posto a carico della convenuta società, incentrato sulla compatibilità delle mansioni offerte con lo stato di invalidità.

Cass. civ., Sez. Lav., 11 novembre 2020, n. 25396

Redazione Consortium Forense 1960

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