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Merchandising e interposizione di lavoro

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Nel contratto di merchandising non è configurabile la fattispecie interpositoria vietata quando il centro commerciale presso il quale l’attività viene svolta sia estraneo ai rapporti contrattuali tra l’agenzia e l’impresa fornitrice dei prodotti e si limiti a consentire che l’attività di promozione si svolga all’interno della propria struttura di distribuzione.

Un gruppo di lavoratori aveva citato in giudizio una società cooperativa chiedendo che venisse accertata la sussistenza dei relativi rapporti di lavoro subordinato, nonostante detti rapporti fossero stati ufficializzati nel tempo da varie società con contratti di collaborazione e, comunque, l’illecita interposizione di manodopera.

Tuttavia, sia il giudice di primo grado che la Corte d’Appello avevano rigettato le istanze dei dipendenti e del medesimo parere si è poi mostrata la Corte di Cassazione, che ha rigettato il gravame a lei presentato.

I giudici hanno infatti sottolineato che il merchandising è un contratto avente ad oggetto la esposizione di prodotti negli spazi e sugli appositi banchi di vendita di un grande magazzino o centro commerciale, al fine di rendere i prodotti stessi più appetibili per i consumatori, ad opera di una impresa specializzata nella promozione commerciale (cosiddetta “agenzia”), su incarico di una impresa che fornisce i prodotti al grande magazzino o al centro commerciale, il divieto di interposizione di manodopera di cui alla L. n. 1369 del 1960, art. 1, non può mai dirsi violato quando la prestazione del lavoratore addetto (nel caso di specie, merchandiser) si svolga in regime di lavoro autonomo; nel contratto di merchandising, inoltre, non è configurabile la fattispecie interpositoria vietata quando il centro commerciale presso il quale l’attività viene svolta sia estraneo ai rapporti contrattuali tra l’agenzia e l’impresa fornitrice dei prodotti e si limiti a consentire che l’attività di promozione si svolga all’interno della propria struttura di distribuzione.

Cass. civ., Sez. Lav., 1° aprile 2021, n. 9106

Redazione Consortium Forense 1960

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