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Omessa informazione e pregiudizio alla salute

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Omessa informazione e pregiudizio alla salute: nel caso in cui non sia stata dimostrata la responsabilità del medico, è risarcibile il diritto violato all’autodeterminazione a condizione che il paziente alleghi e provi che, una volta in possesso dell’informazione, avrebbe prestato il rifiuto all’intervento.

Queste le conclusioni della Corte di Cassazione al termine di una vicenda che aveva visto una donna citare in giudizio il ginecologo al quale si era rivolta. In particolare, l’attrice aveva chiesto la condanna del convenuto al risarcimento dei danni in suo favore, in ragione della perdita della capacità riproduttiva per effetto di intervento chirurgico per interruzione volontaria di gravidanza in assenza di valido consenso informato.

Il giudice di primo grado aveva tuttavia rigettato la domanda della donna: pur sussistente la violazione del consenso informato, la paziente non aveva provato che avrebbe rifiutato l’intervento nel caso di adeguata informazione. Allo stesso modo si era poi risolta la Corte d’Appello, che aveva per altro rilevato, in seguito agli accertamenti del CTU, anche la correttezza della terapia successiva all’intervento.

Infine, del medesimo parere si è poi rivelata anche la Corte di Cassazione, che ha ribadito quanto da tempo ormai fermo in seno alla giurisprudenza di legittimità.

La fattispecie alla sua attenzione giunta rientra, infatti, nell’ipotesi dell’omessa informazione in relazione ad un intervento che ha cagionato un pregiudizio alla salute ma senza che sia stata dimostrata la responsabilità del medico: in tal caso è risarcibile il diritto violato all’autodeterminazione a condizione che il paziente alleghi e provi che, una volta in possesso dell’informazione, avrebbe prestato il rifiuto all’intervento.

Il rifiuto del consenso alla pratica terapeutica rileva sul piano della causalità giuridica ex art. 1223 c.c. e cioè della relazione tra evento lesivo del diritto alla autodeterminazione – perfezionatosi con la condotta omissiva violativa dell’obbligo informativo preventivo – e conseguenze pregiudizievoli che da quello derivano secondo un nesso di regolarità causale.

Cass. civ., Sez. III, 16 novembre 2020, n. 25875

Redazione Consortium Forense 1960

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