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Il pianoforte non si pignora!

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In caso di pignoramento, ove nella massa dei beni aggredibili sia presente il pianoforte di un musicista famoso, questo non può essere aggredito.

Il Tribunale, disattendo quanto dedotto dalla società di riscossione, ha infatti ritenuto che il pianoforte di un musicista famoso non possa essere considerato nel suo mero valore economico, non potendo dunque essere oggetto di pignoramento, dovendo essere considerato anche il valore intrinseco che reca in sé.

In particolare, la questione vedeva ha visto, appunto, un noto musicista opporsi all’esecuzione in ragione della impignorabilità dei beni stante la loro afferenza all’esercizio di arti, mestieri o professioni. Tuttavia, l’ente di recupero faceva notare come non solo gli strumenti fossero più che pignorabili, sottolineando poi che i medesimi fossero in realtà “immeritevoli della protezione contro il pignoramento, in quanto certamente non indispensabili”.

Tuttavia, il giudice, dopo aver richiamato un arresto della Cassazione in tema (per la quale “l’art. 514, co. 1, n. 4 – numero, peraltro, abrogato dall’art. 3,comma 1, I. 24 febbraio 2006 n. 52, a decorrere dal 10 marzo 2006 – c.p.c., che sancisce l’impignorabilità dei beni strumentali indispensabili per l’esercizio dell’attività professionale, artistica, di lavoratore autonomo o di imprenditore che trae dal proprio lavoro la fonte della sua sussistenza, pone come criterio di discrimine un concetto di indispensabilità relativo che va riferito alle concrete condizioni di esercizio dell’attività del debitore al fine di escludere che l’impignorabilità si estenda a beni che costituiscano una dotazione sovrabbondante o a soggetti che esercitano la loro attività di impresa con una dotazione di capitale e organizzazione prevalente rispetto all’attività personale“), afferma che il valore del lavoro artistico svolto ad elevati livelli non può essere considerato economicamente equivalente a quello del lavoro fungibile e non qualificato applicato a mansioni ripetitive e standardizzate.

Ed il lavoro artistico in questione è legato, per ovvie ragioni, a doppio filo allo strumento con cui viene eseguito, motivo per cui, si desume, senza il pianoforte il musicista non avrebbe potuto svolgere il suo lavoro nello stesso modo.

Trib. Pisa, 5 giugno 2018, n. 533

Redazione Consortium Forense 1960

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