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Rapporti bancari e cessione dei crediti futuri

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La cessione dei crediti futuri, anche quelli aventi causa risarcitoria, è possibile senza che rilevi la probabilità della venuta in essere del credito ceduto a rilevanza esclusivamente interna.

Queste le conclusioni della Corte d’Appello al termine di una vicenda che aveva visto un ingegnere convenire in giudizio una banca perché, in relazione a due contratti stipulati con la convenuta per l’esecuzione di operazioni in strumenti finanziari derivati e warrant, e in ragione della violazione dell’art. 28 co. 3 Regolamento Consob n. 11522/98 e dei principi di correttezza e buona fede negoziale, fosse condannata sia alla restituzione delle somme indebitamente trattenute sia al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali da accertarsi in corso di causa.

Orbene, tralasciando le vicende giudiziarie, invero alquanto complesso, che hanno interessato la vicenda, è importante sottolineare quanto ricordato dai giudici della Corte d’Appello in merito alla cessione dei crediti futuri.

In particolare, posto che ai sensi dellart. 1260 c.c. il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge, la Corte ha affermato che la cessione dei crediti futuri, anche quelli aventi causa risarcitoria, è possibile senza che rilevi la probabilità della venuta in essere del credito ceduto a rilevanza esclusivamente interna.

Corte App., Milano, Sez. I, 26 ottobre 2020, n. 2706

Redazione Consortium Forense 1960

 

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