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Responsabilità da cose in custodia: quanto conta la condotta del danneggiato?

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In tema di responsabilità civile per danni da cose in custodia, la condotta del danneggiato, che entri in interazione con la cosa, si atteggia diversamente a seconda del grado di incidenza causale sull’evento dannoso.

La vicenda era nata a seguito della citazione a giudizio da parte di una coppia nei confronti di una coppia. L’attrice, nella specie, aveva chiesto la condanna dei convenuti al risarcimento dei danni in suo favore, danni patiti a causa di un incidente del quale era stata vittima: inciampata e caduta in terra, a causa di un gradino dissestato, aveva riportato danni alle ginocchia.

Orbene, mentre in primo grado il tribunale aveva accolto la domanda risarcitoria dell’attrice, non così in appello, i cui giudici avevano invece accolto il gravame della coppia, sulla scorta del fatto che, essendo invero ben visibile lo stato di dissesto in cui versava il gradino, l’attrice ben avrebbe potuto evitare usando l’ordinaria diligenza.

Giunta la vicenda innanzi alla Corte di Cassazione, ha trovato tuttavia la medesima conclusione del secondo grado.

Gli ermellini hanno infatti ricordato che, in tema di responsabilità civile per danni da cose in custodia, la condotta del danneggiato, che entri in interazione con la cosa, si atteggia diversamente a seconda del grado di incidenza causale sull’evento dannoso, in applicazione – anche ufficiosa – dell’art. 1227 c.c., comma 1, richiedendo una valutazione che tenga conto del dovere generale di ragionevole cautela, riconducibile al principio di solidarietà espresso dall’art. 2 Cost., sicché, quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione da parte del danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento danno.

Cass. civ., Sez. VI, 28 settembre 2020, n. 20341

Redazione Consortium Forense 1960

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