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Responsabilità medica: il ritardo della prestazione sanitaria per assenza di personale dà luogo al risarcimento?

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Nessun risarcimento è dovuto al paziente che, recatosi in ospedale, subisca il rinvio della prestazione sanitaria per pochi giorni per assenza di personale.

La vicenda aveva visto un uomo recarsi in ospedale al fine di sottoporsi ad un programmato ciclo di chemioterapia e vedersi dinanzi l’impossibilità di procedervi a causa della mancanza di un infermiere di sesso maschile, necessario in quanto il ciclo aveva ad oggetto parti intime. Si rivolgeva dunque ad una pattuglia della polizia municipale incontrata per caso, grazie al cui intervento riusciva poi ad ottenere la fissazione di un nuovo appuntamento.

L’uomo citava dunque in giudizio la ASL, chiedendo il risarcimento del danno patito.

Sia il giudice di pace che il tribunale, tuttavia, avevano rigettato le istanze dell’attore, ritenendo che quello patito dall’attore fosse un mero fastidio, insuscettibile di generare un diritto al risarcimento del danno.

Alle stesse conclusioni è giunta, infine, la Corte di Cassazione, che ha rigettato il gravame del ricorrente, che, in particolare, lamentava la violazione dell’art. 2059 c.c., dell’art. 32 Cost. nonché dell’art. 3 Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo.

Invero, gli ermellini non hanno ritenuto integrato alcun profilo di danno, non ritendo dunque dovuto alcun risarcimento in favore del paziente che, recatosi in ospedale, subisca il rinvio della prestazione sanitaria per pochi giorni per assenza di personale. Il danno lamentato si rivela di fatto insussistente.

Cass., 1° ottobre 2019, n. 24514

Redazione Consortium Forense 1960

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