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La responsabilità professionale dell’avvocato

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Responsabilità professionale dell’avvocato: in caso di omesso svolgimento di un’attività da cui sarebbe potuto derivare un vantaggio personale o patrimoniale per il cliente opera la regola della preponderanza dell’evidenza o del “più probabile” da applicarsi non solo all’accertamento del nesso di causalità fra l’omissione e l’evento di danno, ma anche all’accertamento del nesso tra quest’ultimo, quale elemento costitutivo della fattispecie, e le conseguenze dannose risarcibili, atteso che, trattandosi di evento non verificatosi proprio a causa dell’omissione, lo stesso può essere indagato solo mediante un giudizio prognostico sull’esito che avrebbe potuto avere l’attività professionale omessa.

Una coppia aveva citato in giudizio l’avvocato che aveva seguito una procedura a loro carico, chiedendone la condanna al risarcimento del danno per negligenza professionale in relazione ad un mandato avente ad oggetto un incidente stradale.

Mentre il giudice di pace aveva rigettato la domanda, non così il tribunale che aveva invece sposato le conclusioni della coppia.

A conclusioni ancora una volta opposte è giunta poi la Corte di Cassazione.

I giudici hanno in primo luogo ricordato che in tema di responsabilità professionale dell’avvocato per omesso svolgimento di un’attività da cui sarebbe potuto derivare un vantaggio personale o patrimoniale per il cliente. In tal caso, infatti, opera la regola della preponderanza dell’evidenza o del “più probabile” da applicarsi non solo all’accertamento del nesso di causalità fra l’omissione e l’evento di danno, ma anche all’accertamento del nesso tra quest’ultimo, quale elemento costitutivo della fattispecie, e le conseguenze dannose risarcibili, atteso che, trattandosi di evento non verificatosi proprio a causa dell’omissione, lo stesso può essere indagato solo mediante un giudizio prognostico sull’esito che avrebbe potuto avere l’attività professionale omessa.

Una volta stabilito che il danno da risarcire corrispondeva al probabile esito positivo della richiesta di risarcimento del danno per l’incidente stradale di cui al mandato professionale, il Tribunale aveva l’obbligo di motivare la liquidazione equitativa, indicando i criteri adoperati e gli elementi di fatto valorizzati, criteri ed elementi rispetto ai quali doveva fornire la dimostrazione della loro attinenza alla liquidazione, pur senza essere tenuto a una dimostrazione minuziosa e particolareggiata degli elementi valorizzati.

Cass. civ., Sez. II, 25 agosto 2021, n. 23434

Redazione Consortium Forense 1960

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