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Scuola e danno ai minori

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Danno cagionato a minorenne in contesto scolastico: quando ricorre l’ipotesi di danno arrecato dal minore a se stesso si tratta di responsabilità contrattuale, mentre, ove il danno sia patito dal minore per fatto altrui, l’istituto di riferimento è quello della responsabilità aquiliana.

La triste vicenda aveva visto i genitori di una bambina citare in giudizio una maestra di un istituto comprensivo per ottenere l’accertamento della responsabilità per la morte della figlia e, conseguentemente, la condanna della convenuta al risarcimento di tutti i danni patiti.

In particolare, il tutto era avvenuto durante la ricreazione quando, la bambina, intenta a giocare a palla e correre sotto la vigilanza della maestra, si scontrava accidentalmente con un’altra alunna, battendo violentemente il capo contro quello della compagna di scuola; dopo l’urto erano sopravvenuti varie preoccupanti conseguenze, quali vomito e sonnolenza, motivo per cui la scuola aveva avvertito il padre dei malori della figlia senza però fare cenno dell’incidente. Il genitore, ignaro dell’accaduto, dopo aver portato la bambina a casa, aveva visto le sue condizioni di salute precipitare ed aveva chiamato un’ambulanza. Tuttavia, tenuto conto che i medici non erano stati edotti del trauma, in quanto l’episodio non era stato riferito dal corpo insegnante ai genitori e questi quindi non ne erano mai venuti a conoscenza, nonostante l’intervento chirurgico, non era stato possibile salvare la bambina, in quanto la sua vita era irrimediabilmente compromessa dal tempo trascorso tra la rottura dell’arteria meningea media a livello tempia.

Orbene, il tribunale ha innanzitutto affermato che, nel caso di specie si verte nell’ambito di responsabilità da fatto illecito tenuto conto che “la responsabilità ex art. 2048 c.c. è una responsabilità “aggravata, nel senso che sussiste una presunzione di sussistenza della medesima, che determina un’inversione dell’onere probatorio, superabile solo dimostrando di non aver potuto impedire il fatto. I precettori non si liberano dalla responsabilità se non dimostrano in “positivo” di aver adottato in via preventiva le misure idonee ad evitare la situazione di pericolo favorevole alla commissione del fatto dannoso. Fra insegnante e allievo si instaura un contatto sociale, tale da consentire di inquadrare in termini contrattuali la responsabilità del precettore per difetto nel dovere i sorveglianza.

Secondo l’orientamento ormai costante in seno alla giurisprudenza di legittimità, quando ricorre un’ipotesi di danno arrecato dal minore a se stesso si tratta di responsabilità contrattuale. Diversamente, quando il danno è patito dal minore per fatto altrui, l’istituto di riferimento è quello della responsabilità aquiliana ed in particolare l’art. 2048 c.c. che configura una speciale ipotesi di responsabilità indiretta per fatto altrui.

Nel caso di danno cagionato dall’alunno a se stesso, la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante non ha natura extracontrattuale, bensì contrattuale, atteso che – quanto all’istituto scolastico – l’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo alla scuola, determina l’instaurazione di un vincolo negoziale, dal quale sorge a carico dell’istituto l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso; e che – quanto al precettore dipendente dell’istituto scolastico – tra insegnante e allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico, nell’ambito del quale l’insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, onde evitare che l’allievo si procuri da solo un danno alla persona. Ne deriva che, nelle controversie instaurate per il risarcimento del danno da autolesione nei confronti dell’istituto scolastico e dell’insegnante, è applicabile il regime probatorio desumibile dall’art. 1218 c.c., sicché, mentre l’attore deve provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sull’altra parte incombe l’onere di dimostrare che l’evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola né all’insegnante.

Trib. Bolzano, Sez. II, 20 settembre 2019, n. 838

Redazione Consortium Forense 1960

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