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Separazione, assegno di mantenimento e tenore di vita

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I redditi adeguati cui va rapportato l’assegno di mantenimento a favore del coniuge, in assenza della condizione ostativa dell’addebito, sono quelli necessari a mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.

La vicenda in esame aveva visto un ingegnere proporre ricorso per separazione giudiziale con addebito alla moglie; il giudice aveva però ritenuto di doverlo gravare della corresponsione di un cospicuo assegno di mantenimento in favore del figlio e della moglie. Dinanzi alla Corte d’Appello, a seguito di reclamo, l’importo dell’assegno in favore del figlio veniva ridotto e quello in favore della moglie del tutto revocato. In effetti, aveva evidenziato la Corte, dall’esame comparativo dei rispettivi patrimoni e redditi emergeva una consistente posizione economica della moglie, la quale, tra l’altro, era titolare di una quota considerevole del capitale della società dell’ex marito, pur essendo stata privata da ogni ruolo operativo nella gestione della medesima, nonché proprietaria di immobili prestigiosi e redditizi.

La questione era giunta dunque, sulla scorte del ricorso presentato dall’ex moglie, dinanzi alla Corte di Cassazione, che, accogliendolo, ha ribaltato l’esito della vicenda processuale.

I giudici infatti hanno ancora una volta ribadito il principio della sostanziale diversità che caratterizza il contributo in favore del coniuge separato rispetto all’assegno divorzile, confermando così che il dovere di assistenza materiale, nel quale si attualizza l’assegno di mantenimento, conserva la sua efficacia e la sua pienezza in quanto costituisce uno dei cardini fondamentali del matrimonio e non presenta alcun aspetto di incompatibilità con la situazione, in ipotesi anche temporanea, di separazione sicché i redditi adeguati cui va rapportato, ai sensi dell‘art. 156 c.c., l’assegno di mantenimento a favore del coniuge, in assenza della condizione ostativa dell’addebito, sono quelli necessari a mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, essendo ancora attuale il dovere di assistenza materiale, che non presenta alcuna incompatibilità con tale situazione temporanea, dalla quale deriva solo la sospensione degli obblighi di natura personale di fedeltà, convivenza e collaborazione, e che ha una consistenza ben diversa dalla solidarietà post-coniugale, presupposto dell’assegno di divorzio.

Cass. Civ., Sez. I, 6 luglio 2022, n. 21392

Redazione Consortium Forense 1960

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