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Servitù-apparenti-usucapione

Servitù apparenti e usucapione

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Possono essere acquistate per usucapione solo le servitù apparenti, ossia caratterizzate da opere visibili e permanenti destinate in modo inequivoco all’esercizio della servitù, in caso di possesso continuato, pacifico e ininterrotto protrattosi per venti anni.

La vicenda risolta dal tribunale aveva visto la proprietaria di un fondo citare la proprietaria del fondo adiacente, evidenziando come la convenuta avesse eseguito lavori sulla propria proprietà in violazione e della normativa urbanistica e delle norme civilistiche in materia di distanza tra fabbricati e tra vedute. In particolare, le scale esterne create avrebbero costituito nuove illecite servitù di veduta, per altro in palese violazione delle distanze di cui all’art. 905, co. 2, c.c.

Orbene, in relazione all’acquisto per usucapione della servitù di veduta sul fondo della convenuta, va preliminarmente osservato, il giudice ha precisato che possono essere acquistate per usucapione solo le servitù apparenti, ossia caratterizzate da opere visibili e permanenti destinate in modo inequivoco all’esercizio della servitù, in caso di possesso continuato, pacifico e ininterrotto protrattosi per venti anni.

Con particolare riguardo all’usucapione della servitù di veduta, la Corte di Cassazione da tempo afferma che tale modo di acquisto della servitù è possibile purché esista un’opera idonea e permanente, destinata in modo univoco all’esercizio della servitù e riconoscibile come tale dal fondo sul quale l’onere grava. Ai fini dell’usucapione, è necessario il solo requisito dell’apparenza il quale va riferito alle opere (art. 1061 c.c.) destinate all’esercizio della servitù mentre non è necessaria la continuità degli atti di utilizzazione delle opere, con la conseguenza che l’eventuale intermittenza di tali atti di godimento non scalfisce la continuità del possesso, la quale persiste fin tanto che permane la possibilità concreta di effettuare l'”inspectio” e la “prospectio”.

Il possesso della servitù di veduta, quindi, ha inizio nel momento in cui sorge l’opera che per struttura e funzione consente l’affaccio, e si mantiene finché permane questa possibilità: infatti ciò che caratterizza la servitù ed incrementa il fondo dominante è proprio questa possibilità fissata dalla normale e durevole destinazione a tal fine dell’opera che la consente e che inerisce all’immobile dominante in modo tale che nel possesso di questo si contiene ed esaurisce l’esercizio della servitù.

Trib. Grosseto, 20 giugno 2020, n. 385

Redazione Consortium Forense 1960

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