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Spese legali e polizza assicurativa

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Se la medesima polizza copre contemporaneamente sia il rischio di responsabilità civile, sia quello di tutela legale, le spese sostenute dall’assicurato per resistere alla domanda risarcitoria contro di lui proposta dal terzo danneggiato rientrano nella prima copertura e non nella seconda, fino al limite del 25% del massimale.

La vicenda in esame aveva visto un ingegnere citare in giudizio un medico, chiedendone la condanna risarcimento dei danni subiti in conseguenza dell’erronea esecuzione d’un intervento di bypass coronarico. Il chirurgo, costituitosi, contestava la domanda e chiedeva di essere tenuto indenne dal proprio assicuratore della responsabilità civile; la società assicuratrice, da par sua, contestava l’efficacia del contratto e comunque la sussistenza della responsabilità dell’assicurato.

Il giudice di primo grado aveva accolto la domanda dell’ingegnere nonché la domanda di garanzia proposta nei confronti della Assicuratrice Milanese nei limiti della quota di responsabilità attribuita all’assicurato (10% del totale).

Il giudice di appello, accogliendo il gravame del medico, aveva invece ritenuto che l’assicuratore avrebbe dovuto esser condannato alla rifusione, in favore dell’assicurato, delle spese di resistenza, vale a dire delle spese sostenute per contrastare la domanda proposta dei terzi danneggiati.

Dello stesso parere si è mostrata poi la Corte di Cassazione che ha rigettato il gravame proposto dall’assicurazione.

In particolare, il contratto di assicurazione della responsabilità civile ha per effetto di obbligare l’assicuratore a tenere indenne l’assicurato delle spese di resistenza (art. 1917, co. 3, c.c.).

Tale obbligo, in quanto espressamente previsto dalla legge, costituisce un effetto naturale del contratto (art. 1374 c.c.), ed è inderogabile dalle parti, se non in senso più favorevole all’assicurato (art. 1932, co. 1, c.c.).

L’obbligo dell’assicuratore della responsabilità civile di rivalere l’assicurato delle spese di resistenza, in quanto effetto naturale del contratto, ha la medesima estensione dell’obbligo di tenere indenne l’assicurato delle conseguenze patrimoniali dei fatti illeciti da lui commessi. Il primo di tali obblighi, pertanto, si estenderà o ridurrà a seconda del crescere o ridursi del secondo.

Ammettere che l’assicuratore della responsabilità civile, per determinati fatti commessi dall’assicurato, possa essere obbligato a manlevare l’assicurato dalle pretese risarcitorie del terzo, ma non a rifondergli le spese di resistenza, significherebbe derogare all’art. 1917 c.c., comma 3: deroga, come s’è detto, vietata dall’art. 1932 c.c.

Ed ancora. L’assicurazione di tutela legale ha presupposti, natura e disciplina diverse dall’assicurazione della responsabilità civile.

L’assicurazione di tutela legale è definita dall’art. 173 cod. ass. (D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209, il quale costituisce attuazione della Direttiva del Consiglio 22-06-1987, n. 87/344, recante “coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative all’assicurazione tutela giudiziaria) come il contratto in virtù del quale l’impresa di assicurazione “si obbliga a prendere a carico le spese legali (o) peritali o a fornire prestazioni di altra natura, occorrenti all’assicurato per la difesa dei suoi interessi in sede giudiziale, in ogni tipo di procedimento, o in sede extragiudiziale, soprattutto allo scopo di conseguire il risarcimento di danni subiti o per difendersi contro una domanda di risarcimento avanzata nei suoi confronti, purchè non proposta dall’impresa che presta la copertura assicurativa di tutela legale”.

Dalla definizione normativa discende che l’assicurazione in questione è un’assicurazione di patrimoni, e più esattamente, di un’assicurazione contro il sorgere di un debito.

Anche l’assicuratore della responsabilità civile, tuttavia, come s’è visto, è tenuto ai sensi dell’art. 1917 c.c., comma 3, a tenere indenne l’assicurato delle spese sostenute per resistere alla pretesa risarcitoria del terzo, nei limiti del 25% del massimale. Dunque anche l’assicurazione della responsabilità civile copre ope legis il rischio di dovere sostenere spese legali, sebbene ad essa non si applichino le norme dettate per l’esercizio dell’impresa di assicurazione di tutela legale (art. 163 cod. ass., comma 2).

La corte ha dunque chiosato asserendo che se la medesima polizza copra contemporaneamente sia il rischio di responsabilità civile, sia quello di tutela legale, le spese sostenute dall’assicurato per resistere alla domanda risarcitoria contro di lui proposta dal terzo danneggiato rientrano nella prima copertura e non nella seconda, fino al limite del 25% del massimale, ai sensi dell’art. 1917 c.c., comma 3. Ne consegue che eventuali clausole limitative del rischio, contrattualmente previste per la sola assicurazione di tutela legale, sono inopponibili all’assicurato che domandi la refusione delle spese di resistenza ai sensi del citato art. 1917 c.c.

Cass. civ., Sez. VI, 9 febbraio 2021, n. 3011

Redazione Consortium Forense 1960

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