Close
Svolgimento-mansioni-superiori

Svolgimento di mansioni superiori e retribuzione

Condividi questo articolo :

Lo svolgimento di fatto di mansioni proprie di una qualifica comporta in ogni caso il diritto alla retribuzione propria di detta qualifica superiore.

Un dipendente aveva citato in giudizio la pubblica amministrazione presso la quale aveva lavorato chiedendo che gli venissero corrisposte le differenze di retribuzione in ragione dell’esercizio delle mansioni svolte. Sia il tribunale che la Corte d’Appello avevano accolta la domanda del lavoratore, ragion per cui l’ente aveva poi depositato ricorso per Cassazione.

Anche in tal sede, il ricorrente non ha trovato maggior fortuna, avendo deciso gli ermellini per il rigetto del gravame.

In particolare, lo svolgimento di fatto di mansioni proprie di una qualifica – anche non immediatamente superiore a quella di inquadramento formale – comporta in ogni caso, in forza del disposto del D.Lgs. n. 30 marzo 2001, n. 165, art. 52, comma 5, il diritto alla retribuzione propria di detta qualifica superiore e che tale diritto non è condizionato alla sussistenza dei presupposti di legittimità di assegnazione delle mansioni o alle previsioni dei contratti collettivi né all’operativa del nuovo sistema di classificazione del personale introdotto dalla contrattazione collettiva, posto che una diversa interpretazione sarebbe contraria all’intento del legislatore di assicurare comunque al lavoratore una retribuzione proporzionata alla qualità del lavoro prestato, in ossequio al principio di cui all’art. 36 Cost.

Non è dunque rilevante ai fini della decisione l’accertamento operato dal giudice dell’appello quanto alla esistenza dell’atto scritto di conferimento di mansioni superiori.

Cass. civ., Sez. Lav., 10 luglio 2020, n. 14805

Redazione Consortium Forense 1960

Condividi questo articolo :

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *