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Trattamento dei dati personali: è lecito nell’ambito del recupero crediti?

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Il trattamento dei dati personali effettuato nell’ambito dell’attività di recupero crediti è lecito purché avvenga nel rispetto del principio di minimizzazione.

Nella vicenda de qua, il tribunale aveva condannato una banca al pagamento in favore di un cliente di una somma a titolo di responsabilità precontrattuale ascritta alla prima in occasione delle trattative finalizzate alla conclusione di una transazione, oltre al risarcimento dei danni.

Orbene, sorvolando sulla questione di merito, quel che preme sottolineare sono le conclusioni cui gli ermellini, a cui la vicenda nel mentre era giunta, sono approdati in tema di privacy, altro punto evidenziato dall’attore.

Nella specie, era stata lamentata la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 196 del 2003, artt. 15 ss.: a dire del cliente, violazione della normativa sulla privacy vi sarebbe stata al momento della cessione del credito della Banca ad un privato. In particolare, la Banca ha segnalato la debitrice a soggetti privati “acquirenti di crediti” fornendo loro dati sensibili in ordine alla persona del debitore, alla situazione debitoria e all’abitazione della debitrice.

Gli ermellini, nel destituire di fondatezza tale motivo di impugnazione, hanno però evidenziato che il trattamento delle informazioni personali effettuato nell’ambito dell’attività di recupero crediti è lecito purché avvenga nel rispetto del criterio di minimizzazione nell’uso dei dati personali, dovendo essere utilizzati solo i dati indispensabili, pertinenti e limitati a quanto necessario per il perseguimento delle finalità per cui sono raccolti e trattati.

Tale principio era ben espresso dal D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 3, recante il titolo “principio di necessità nel trattamento dei dati”, e dall’art. 11, lett. d) legge cit., richiedente la pertinenza, la completezza e non eccedenza dei dati rispetto alle finalità per cui sono raccolti e trattati (tali articoli sono stati recentemente abrogati a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101) ed è stato recentemente riaffermato con l’entrata in vigore dell’art. 5, lett. c) del regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali 2016/679.

Cass., 19 dicembre 2019, n. 34113

Redazione Consortium Forense 1960

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