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Come si considera un veicolo parcheggiato che crea danni?

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Rientra nella nozione di «circolazione dei veicoli», una situazione nella quale un veicolo parcheggiato in un garage privato di un immobile abbia preso fuoco, provocando un incendio avente origine nel circuito elettrico del veicolo stesso, e abbia causato dei danni a tale immobile, malgrado il fatto che detto veicolo non fosse stato spostato da più di 24 ore prima del verificarsi dell’incendio.

La particolare questione è stata risolta dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea, che si è pronunciata sull’interpretazione dell’art. 3 Dir. 2008/103/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, concernente l’assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il controllo dell’obbligo di assicurare tale responsabilità.

Sorvolando sulla questione di merito (nel caso di specie, il proprietario di un’auto nuova, la parcheggiava nel garage privato di un immobile di proprietà di una società; dopo qualche giorno, il proprietario si accingeva ad avviare il motore dell’autovettura senza riuscire a spostarla e, durante la notte, la vettura, che non era stata guidata da più di 24 ore, prendeva fuoco, provocando un incendio dell’immobile della società, causandole danni. Stante le rispettive assicurazioni sottoscritte, era naturalmente sorto il problema di chi dovesse in concreto risarcire i danni), quel che preme sottolineare sono le conclusioni cui Corte di giustizia è giunta.

Orbene, la Corte ha statuito che l’art. 3, Dir. 2009/103, deve essere interpretato nel senso che la nozione di «circolazione dei veicoli» contenuta in tale disposizione non è limitata alle ipotesi di circolazione stradale, vale a dire la circolazione sulla pubblica via, e che in tale nozione rientra qualunque uso di un veicolo che sia conforme alla funzione abituale dello stesso.

Per altro, che il fatto che il veicolo coinvolto in un sinistro fosse fermo al momento del verificarsi di quest’ultimo non esclude, di per sé solo, che l’uso di tale veicolo in quel momento possa rientrare nella sua funzione di mezzo di trasporto e, di conseguenza, nella nozione di «circolazione dei veicoli». Così come non è determinate neppure la questione se il motore del veicolo in discussione fosse o no acceso nel momento in cui si è verificato il sinistro è determinante.

La Corte di Giustizia Europea ha dunque dichiarato che l’art. 3, Dir 1009/103, concernente l ‘ assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il controllo dell’obbligo di assicurare tale responsabilità, deve essere interpretato nel senso che rientra nella nozione di «circolazione dei veicoli», contemplata da tale disposizione, una situazione, come quella in discussione nel procedimento principale, nella quale un veicolo parcheggiato in un garage privato di un immobile, utilizzato in conformità della sua funzione di mezzo di trasporto, abbia preso fuoco, provocando un incendio avente origine nel circuito elettrico del veicolo stesso, e abbia causato dei danni a tale immobile, malgrado il fatto che detto veicolo non fosse stato spostato da più di 24 ore prima del verificarsi dell’incendio.

Corte gius. UE, Sez. II, 20 giugno 2019, n.100

Redazione Consortium Forense 1960

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